Giustamente tante persone nel tempo mi han detto: "beata te che ci credi ancora".
Diciamo che ci voglio credere ancora, sennò non mi rimane più niente in cui sperare.
Da quando ho compiuto 18 anni sono sempre andata a votare perchè ho
sempre avuto chiaro in mente ciò che mia nonna mi aveva raccontato.
Lei
aveva vissuto due guerre mondiali e poi il cambiamento vedendosi riconosciuto il diritto di voto -
per la prima volta in Italia - come donna nel '46.
Fino ad allora le
donne non venivano ritenute in grado di votare.
Non ho mai mancato di
esprimere il mio voto in onore e con rispetto a quelle donne dell'epoca
che - come mia nonna - han combattuto tanto per vedere riconosciuti
almeno in piccola parte i propri diritti come esseri umani prima ancora
che come donne.
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