EDDIE THE EAGLE: LA STORIA VERA DI UN SOGNO IMPOSSIBILE - Recensione film

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)

"Eddie the eagle" è una commedia che ci fa sentire bene.
È un film ricco di messaggi positivi sul credere in se stessi, sul seguire i propri sogni, sul non arrendersi mai qualora si pensi di poter ottenere qualcosa, sul gioire dei risultati anche se non perfetti.

Michael Eddie Edwards - meglio conosciuto come Eddie The Eagle - è stato il primo saltatore di sci britannico alle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988.

Il film racconta la storia vera di questo atleta che ha affrontato tante competizioni internazionali, che oggi ha una sessantina d'anni e che da bambino trascorse un anno in ospedale per un problema ortopedico.

Alcuni compagni lo canzonarono per il tutore al ginocchio, ma lui non lasciò che questo offuscasse la sua speranza di poter un giorno rappresentare la Gran Bretagna ai giochi olimpici.

Da ragazzo proverà a cimentarsi in tutti gli sport, senza mostrare però un particolare talento.

La madre continuerà ad incoraggiarlo; non importa quante battute d'arresto il figlio debba affrontare. Mentre il padre preferirebbe vederlo rinunciare.

Eddie scopre ad un certo punto che non esiste ancora una squadra britannica olimpionica nel salto con gli sci e quindi si presenta per la qualificazione.

Nonostante il Comitato Olimpico stesso tenti in tutti i modi di escluderlo e nonostante le prese in giro degli atleti degli altri Paesi che lo ritengono troppo in là con l'età per poter ancora migliorarsi, Eddie porta avanti tenacemente il proprio progetto.

Decide quindi di chiedere aiuto per la preparazione atletica a Bronson Peary, ex saltatore e campione, intento a sedare nell'alcol la consapevolezza di aver sprecato il proprio talento.

Eddie mette tanto impegno nell'allenamento, tanto coraggio nell'affrontare il trampolino e nulla riesce a smorzare il suo spirito, neanche le derisioni continue dei compagni o gli occhiali da vista che si appannano continuamente.

Si autofinanzia facendo tanti lavori faticosi e utilizza attrezzature di seconda mano, trovandosi ad indossare sei paia di calzettoni per poter calzare gli scarponi troppo grandi per lui.

Non gli importa vincere o arrivare ultimo; è felice nel momento in cui riesce a qualificarsi: sventola le braccia come le ali di un'aquila quando finalmente realizza il suo sogno e conquista con la sua pulita autenticità tutto il pubblico.

La fermezza che egli dimostra nel perseguire il suo sogno Olimpico può essere un importante esempio per tutti, a qualsiasi età.



Portare a termine un progetto richiede impegno, duro lavoro; a volte riusciremo ad atterrare sugli sci, a volte cadremo facendoci male, magari molto male.
Talvolta troveremo chi ci sostiene; altre volte verremo derisi e disprezzati dagli altri.

Ma se sapremo apportare cambiamenti al nostro progetto per renderlo il più possibile realistico e realizzabile, se sapremo rinunciare alla perfezione e puntare a ciò che veramente possiamo raggiungere, nel momento in cui otterremo l'obiettivo dopo tanto impegno e lavoro, quella soddisfazione sarà così grande da darci un senso in più per stare al mondo.

"Eddie the eagle" è un film che a mio parere, vale la pena vedere – a casa o a scuola – anche con i ragazzi dagli 11 anni in su.

Una volta visto il film, diventa interessante riflettere con gli adolescenti e i preadolescenti su come le persone si approfittino dell'apparente ingenuità di Eddie e di come i suoi valori alla fine trionfino.
È utile anche mettere in luce con loro le dinamiche che portano Bronson a rifugiarsi nell'alcolismo ed Eddie ad aiutarlo a smettere di bere.

L'attore Taron Egerton - celebre per "Kingsman" - trasmette perfettamente ciascuna emozione che il protagonista prova per ogni fallimento e per ogni trionfo.
La colonna sonora con canzoni anni '80, è da apprezzare.
Le scene di sky jumping sono emozionanti e bellissime da gustare per quanto concerne la fotografia.

La storia che il campione Eddie Edwards può raccontare è allora di ispirazione per tutti noi.

Guardando il film è impossibile non fare il tifo per lui.
Vincere o perdere quando arriva la competizione finale non ha più importanza: sai già che ha trovato un posto per se stesso nei libri di storia sulle Olimpiadi e questo è ciò che conta.

Il film ti intrattiene, ti illumina e ti lascia un sorriso sul viso; ti racconta una storia importante di una lotta dura e impegnativa, ma utilizzando una grande leggerezza che non può che motivarci ad affrontare le nostre paure e le nostre insicurezze.

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)


---

Grazie a chi vorrà condividere.   

Per seguire L'Anticamera del Cervello:

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978.

LA POTENZA NELLA SEMPLICITA': un calendario per un anno più consapevole - Auguri!

Ho scelto una frase semplice ma potente di Frost...

Affinché questo Anno Nuovo appena iniziato ci porti la forza per affrontare le parti difficili del cammino, la speranza per guardare al futuro con fiducia e un pizzico di fortuna che serve sempre!

                     Grazie a tutti per il supporto a questo progetto divulgativo! 

                            Felice Anno Nuovo!

 
 
[Cliccare sul biglietto di auguri se si vuole scaricarlo in alta risoluzione.] 
 
Ps. Per tenere traccia di - e in tal modo valorizzare - tutti i piccoli e grandi cambiamenti personali che vi daranno benessere, 
potete scaricare e stampare il calendario annuale su una pagina che ho pensato per favorire una gestione più facile e a colpo d'occhio del tempo.
Lo trovate in 4 versioni e colori diversi (alta risoluzione).
Ecco l'immagine di uno di esempio (bassa risoluzione):
 

Buon Inizio! 🎇

---

Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

Cos'è una Valutazione Neuropsicologica per Problemi di Memoria, Attenzione e Concentrazione? Vai alla pagina dedicata

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978

Run&Train FW22

ANTHONY HOPKINS: L'ALCOOL È UN KILLER, MA C'È UNA VIA D'USCITA - Video

Un messaggio, a mio parere, coinvolgente e pieno di speranza da Sir Anthony Hopkins. ✨ 

L'attore ha condiviso la sua storia di sobrietà, rivelando come 49 anni fa abbia deciso di cambiare vita.


Buongiorno, buon 29 dicembre! 29?!? Perché 29?

Beh, 49 anni fa, in data di oggi, ho smesso...

E mi stavo divertendo un mondo.

Ma poi ho capito che ero nei guai perché non ricordavo niente e guidavo la macchina… ubriaco, fuori di testa.

Poi in quel giorno fatale ho capito che avevo bisogno di aiuto, quindi l'ho ottenuto. Ho telefonato a un gruppo di persone come me, alcolizzate e… basta, è finita.

Comunque mi sono divertito più di prima in questi 49 anni.

Se hai un problema… divertirti è meraviglioso, bere va bene. Ma se hai un problema con l'alcol, con le quantità, c'è l’aiuto. Non è un problema terribile. È una condizione… se sei allergico all'alcol. Fatti aiutare.

Ho ricevuto un sacco di aiuto. Una cosa che non avevo capito è che non ero l’unico. Ci sono migliaia di persone intorno a me.

Comunque, sono diventato sobrio e sembra una parola noiosa. Ma ho avuto una vita meravigliosa!

Mi assumono ancora, mi danno ancora lavoro.

Tra due giorni compirò 87 anni. Quindi festeggio la mia lunga vita; inaspettatamente lunga vita.

Quindi se hai un problema, saprai dove andare. Partecipa a qualsiasi intergruppo, al programma in dodici fasi, a qualsiasi cosa tu possa fare. Perché è una cosa micidiale, l’alcool è un killer.

Detto questo, Buon Anno!!!

[Traduzione personale]

L'icona del cinema mondiale, Anthony Hopkins è uno dei miei attori preferiti; ha incantato il pubblico con le sue interpretazioni memorabili. Dai successi teatrali alle pellicole che hanno fatto la storia del cinema, la sua carriera è costellata di riconoscimenti. Due Premi Oscar e una miriade di altri premi ne attestano il talento inconfondibile.

Aldilà del successo sul grande schermo, Anthony Hopkins ha dimostrato di essere un'anima poliedrica. Appassionato di pittura, musica e impegnato in diverse cause umanitarie, l'attore britannico è un esempio di come talento e umanità possano coesistere. La sua scelta di sobrietà e il suo impegno per l'ambiente sono un'ulteriore fonte di ispirazione, credo, per tutti.

Ho capito che non ero l'unico, ha spiegato Hopkins nel video che ha condiviso, sottolineando l'importanza di chiedere aiuto e di non affrontare il problema della dipendenza da soli.

Se, tra chi legge, c'è chi sta lottando contro l'alcolismo, non esiti a cercare supporto. Riporto di seguito alcune risorse che possono essere utili.

Chiunque stia affrontando un problema di alcolismo può trovare supporto tramite associazioni di Auto Mutuo Aiuto (Ama) e attraverso un percorso terapeutico personalizzato. Ecco alcune opzioni principali:

  • Alcolisti Anonimi (Aa) - Gruppo di auto-mutuo aiuto per persone con problemi di alcolismo, che si incontrano in forma anonima per condividere esperienze e supportarsi nel superare la dipendenza. L’anonimato garantisce uguaglianza tra i membri e uno spirito di servizio disinteressato. Quando Hopkins dice: programma in dodici fasi, si riferisce a questi gruppi.

  • Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali (Aicat) - Promuove il cambiamento di comportamenti legati all’alcolismo non solo per l’individuo e la sua famiglia, ma anche per la comunità. I Club Alcologici Territoriali (Cat) coinvolgono alcolisti, familiari e volontari in un percorso di recupero condiviso.

  • Al-Anon e Alateen (a cui fa riferimento Hopkins quando parla di intergruppi):

    • Al-Anon - Aiuta le famiglie e gli amici di alcolisti a superare gli effetti negativi della dipendenza di una persona cara.
    • Alateen - Programma di supporto dedicato agli adolescenti con familiari alcolisti.
  • Telefono Verde Alcool (Istituto Superiore di Sanità): 800 632000. Un servizio informativo attivo dal lunedì al venerdì (10:00-16:00) per orientare verso i Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) sul territorio.

  • Psicoterapia privata e supporto medico - Un percorso terapeutico con uno psicoterapeuta in ambito privato può essere molto utile (per lavorare individualmente sui comportamenti autodistruttivi, sulle ragioni che li alimentano e per mantenere nel tempo i risultati raggiunti) ed è coperto dal segreto professionale; ma è essenziale che sia affiancato dalla partecipazione regolare a un gruppo di auto-mutuo-aiuto e dal monitoraggio medico (per l'eventuale somministrazione di farmaci), soprattutto durante la fase di disintossicazione. Pubblico, associazioni e privato possono e dovrebbero collaborare, nell'interesse esclusivo del/della paziente, al fine di fornire un trattamento completo e massimizzare così l'efficacia ed il mantenimento della sobrietà nel tempo.

Queste risorse offrono opportunità concrete per affrontare la dipendenza e costruire un percorso di recupero solido e duraturo.

La storia che Anthony Hopkins ha condiviso con noi è una storia di rinascita. Dopo aver superato le difficoltà legate all'alcolismo, l'attore ha trovato una nuova forza e una nuova vita. La sua testimonianza è un messaggio di speranza per tutti coloro che lottano contro le dipendenze.

Una selezione dei film di Antony Hopkins

---

Grazie a chi vorrà condividere. 

Per seguire L'Anticamera del Cervello: 

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978

Fonte video  #anthonyhopkins #sobrietà #alcolismo #salutementale #ispirazione #buonanno #nuovoinizio #aiuto #comunità #speranza

British School Banner 2023

CALENDARIO DEGLI ENIGMI PER LE FESTE!

Benvenuti al Calendario degli Enigmi delle Feste de L'Anticamera del Cervello! 🎄✨

Da oggi fino all'Epifania, vi sfiderò, in giorni a sorpresa, con un piccolo rompicapo. E lo aggiungerò qui sotto in questo post. Alcuni saranno più facili e altri più difficili.

Sarà un modo divertente per tenere allenati la mente e il cervello tra un brindisi e una fetta di panettone.

Riuscirete a risolverli tutti senza sbirciare la soluzione?

Come restare aggiornati (e ricevere gli "aiutini"):

    📲 Canale WhatsApp: È il posto giusto se siete bloccati! Lì pubblicherò un piccolo indizio extra per ogni enigma e vi avviserò non appena uscirà la nuova sfida. [vedi canale

    📩 Newsletter mensile: Per chi ama le cose fatte con calma, ogni mese riassumo i contenuti migliori del blog comodamente nella vostra mail. [vedi pagina

    🎥 Canale YouTube: Se preferite i contenuti video e i podcast, mi trovate lì con approfondimenti e curiosità. [vedi canale

Se vi piace l'idea, condividete questo calendario con amici o parenti: sfidarsi a distanza rende tutto più magico! Se poi i contenuti sono per voi interessanti, si può seguire canali e blog con un click. Nessuna notifica automatica. Se volete farci sapere se vi state divertendo, si può anche commentare qui sotto... ma non scrivete la soluzione eh!

Buon divertimento e... occhio al primo enigma qui sotto! 🕵️‍♂️ 

***********************

1. 🚣​ 19 dicembre --->  L’attraversamento del fiume 

Due uomini si trovano sulla riva di un fiume. 

C’è solo una piccola barca a remi che può trasportare una sola persona alla volta. 

Non ci sono ponti, non si può nuotare e la barca non torna indietro da sola. 

Eppure, entrambi gli uomini riescono ad attraversare il fiume e proseguire il viaggio ognuno sulla sponda opposta. 

Come hanno fatto? 

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

***********************

La soluzione al rompicapo n. 1 - L’attraversamento del fiume - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica: 

Se avete indovinato: Avete un'eccellente flessibilità cognitiva. Siete riusciti a rompere lo schema mentale che imponeva ai protagonisti di muoversi nel modo più scontato, superando un bias di posizione.

Se non avete indovinato: Non preoccupatevi, il nostro cervello ama creare "storie" lineari. Il prossimo enigma vi aiuterà a sfidare queste abitudini mentali!

***********************

2. 🌍​ 21 Dicembre –--> La corda intorno alla Terra

Immaginate di tendere una corda tutto intorno all'equatore della Terra (40.000 km). 

La corda è aderente al suolo. 

Se aggiungessimo solo 10 metri alla lunghezza totale della corda e la sollevassimo uniformemente, tra il suolo e la corda riuscirebbe a passare un gatto? 

A: No, spazio millimetrico; B: Solo un foglio di carta; C: Sì, passa comodamente.

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

***********************

La soluzione al rompicapo n. 2 - La corda intorno alla Terra - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Dimostrate una grande capacità di astrazione logica. Avete saputo isolare il ragionamento matematico dal contesto contro-intuitivo, non lasciandovi ingannare dalle proporzioni fisiche.

Se non avete indovinato: La nostra percezione spaziale è tarata sull'esperienza quotidiana, non sulle scale planetarie. È normale sentirsi spiazzati, ma la logica si allena!

***********************

3. 🛷​​ 25 Dicembre –--> L’ordine della Slitta di Babbo Natale

Babbo Natale deve schierare 4 renne: Cometa, Fulmine, Donnola e Saltarello. 

Sappiamo che: 1. Donnola è l'ultima della fila. 2. Cometa è davanti a Fulmine. 3. Saltarello è tra Cometa e Fulmine. 

Qual è l'ordine esatto da sinistra a destra? Provate a ragionare a mente.

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

***********************

La soluzione al rompicapo n. 3 - L’ordine della Slitta di Babbo Natale - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Avete un'ottima pianificazione e memoria visuo-spaziale. Siete stati capaci di manipolare mentalmente diverse variabili contemporaneamente per trovare l'incastro corretto.

Se non avete indovinato: Gli enigmi sequenziali richiedono allenamento. La prossima sfida metterà in gioco un'area cerebrale completamente diversa! 

***********************

4. 🏺​​​​ 28 Dicembre –--> Il mistero del vaso

Quattro fratelli, ma uno solo ha rotto il vaso: Aldo, Bruno, Carlo o Dino? 

Uno solo mente. 

Aldo: "Non è stato Carlo". Bruno: "È stato Dino". Carlo: "È stato Dino". Dino: "Non sono stato io". 

Chi è il colpevole?

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

***********************

La soluzione al rompicapo n. 4 - Il mistero del vaso - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Eccellente ragionamento deduttivo e analisi delle contraddizioni. Avete elaborato le informazioni verbali come veri "investigatori della logica".

Se non avete indovinato: La logica proposizionale può essere un labirinto. Non arrendetevi, la vostra mente sta già imparando a riconoscere questi schemi!

***********************

5. 🧹​​​​​ 6 gennaio –--> Il test della Befana

Tre scatole chiuse con etichette: "Dolci", "Carbone", "Misto". 

La Befana ha scambiato TUTTE le etichette: nessuna è corretta. 

Potete pescare un solo oggetto da una sola scatola senza guardare dentro. 

Da quale scatola pescate per capire il contenuto di tutte e tre?

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

***********************

La soluzione al rompicapo n. 5 - Il test della Befana - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Siete maestri del ragionamento ipotetico-deduttivo. Avete saputo gestire un sistema complesso di informazioni false per ricavare una verità assoluta. Un vero successo cognitivo!

Se non avete indovinato: Questo era il livello "Expert"! Il fatto che siate arrivati fin qui dimostra una grande curiosità e costanza, le basi di ogni crescita intellettiva.

***********************

Spero che vi siate divertiti! 👏​

Non scoraggiatevi se la soluzione non è arrivata subito: ogni volta che provate a risolvere un enigma, state creando nuove connessioni neurali. La nostra mente è un 'muscolo' e cercando la soluzione a questi rompicapi l'avete allenata nel migliore dei modi!

Preparerò altre sfide mentali con cui allenarsi!

--- 

Rimaniamo connessi. Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

Cos'è una Valutazione Neuropsicologica per Problemi di Memoria, Attenzione e Concentrazione? Vai alla pagina dedicata

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978

"UNO ROSSO" - IL DONO DELLA SCELTA - Recensione film

 

La sceneggiatura di "Uno rosso" (Red One) - nome in codice di Babbo Natale, il cui rapimento il giorno della vigilia natalizia innesca la narrazione - presenta gli elementi classici del cinema d'azione americano quali eroismo, lealtà fino al sacrificio personale, sarcasmo e lotta tra bene e male

La pellicola, che si presenta come una commedia ricca di scene d'azione con effetti speciali di sicuro impatto, introduce però, nell'apparente leggerezza, temi originali che meritano un'analisi più approfondita.

Uno dei dialoghi chiave, in cui un co-protagonista si giustifica per alcuni comportamenti illeciti adducendo le proprie difficoltà personali, trova una risposta lapidaria quanto significativa: "C'è sempre una scelta". 

Questa affermazione risuona con forza in una società, la nostra, che spesso tende a giustificare le azioni devianti attraverso la lente delle esperienze passate. Come psicoterapeuta, ho incontrato molte persone che, pur avendo vissuto traumi profondi, non hanno mai usato il proprio dolore come alibi per comportamenti inaccettabili. 

Il film ci ricorda che, nonostante le avversità, la responsabilità delle proprie azioni rimane un cardine fondamentale. 

Questo contrasta con la tendenza attuale, ad esempio, di alcuni, a giustificare comportamenti criminali o devianti di artisti o pseudo-tali, riferendosi a presunte passate difficoltà socio-economiche. Il film, quindi, si pone come un monito: c'è sempre una possibilità di scelta, di agire diversamente.

Un altro aspetto interessante è la figura di Babbo Natale: un anziano che si rivela la figura più potente, anche grazie all'allenamento fisico ed al supporto delle sue magiche renne. Questo ribalta lo stereotipo dell'anziano fragile e dipendente, sottolineando come l'esperienza e la saggezza possano rappresentare una forza straordinaria... così invidiata da essere rubata per farla propria.

Il personaggio della "cattiva" (Grýla, talvolta orco e talvolta strega, appartenente al mito islandese) offre uno spunto di riflessione particolarmente stimolante. 

Il suo intento di punire chi si è comportato male, seppur con metodi discutibili, solleva una questione cruciale: il desiderio di giustizia personale. Se da un lato la sua motivazione può apparire comprensibile, dall'altro il film evidenzia il pericolo di una giustizia fai-da-te, che rischia di equiparare errori di diversa gravità: da una multa non pagata al crimine dell'omicidio. 

"Uno rosso" ci conduce dunque a riflettere sull'importanza di un sistema giudiziario imparziale, che operi secondo leggi uguali per tutti, un modello di oggettività a cui tendere. 

Anche Babbo Natale, con la sua lista di buoni e cattivi, pur scegliendo di non punire direttamente i secondi, tiene traccia delle loro azioni, suggerendo una forma di "contabilità" morale.

La colonna sonora, con l'immancabile Mariah Carey a chiudere il film, riporta un’atmosfera di gioia e speranza. Le interpretazioni di JK Simmons e Lucy Liu, con il loro carisma, riempiono lo schermo, come spesso accade nelle loro performance attoriali.

Secondo la Warner Bros., il film è adatto a partire dai 6 anni di età, con la precisazione che ci sono diverse scene di violenza. Pertanto, si raccomanda la supervisione di un adulto, soprattutto per i bambini più piccoli e una valutazione del grado di sensibilità del singolo spettatore rispetto a questo tipo di contenuti.

Da un punto di vista psicologico, la visione può essere particolarmente utile per: - adulti, offrendo una riflessione sul sistema di giustizia, sul desiderio di vendetta e sulla necessità di un approccio equilibrato tra punizione e comprensione e anche una prospettiva positiva sull'invecchiamento e sul valore dell'esperienza; - adolescenti, stimolando riflessioni importanti sulla responsabilità personale e le scelte, in un'età in cui la ricerca dell'identità e la definizione dei propri valori sono centrali; - bambini (con supervisione di un adulto), offrendo spunti di discussione su temi come il bene e il male, le conseguenze delle proprie azioni e l'importanza di fare scelte giuste; - chiunque ami i film d'azione americani e quelli natalizi e sia interessato a riflettere sui dilemmi morali, grazie al tema centrale della "scelta" e delle sue conseguenze.

In conclusione, "Uno rosso" non è solo un film natalizio di intrattenimento. 

Attraverso una lente psicologica, emerge un’opera che invita a riflettere sulla responsabilità individuale, sulla complessità dell'animo umano e sull'importanza di un sistema di giustizia equo, offrendo spunti di discussione significativi per il nostro tempo. 

Il tutto arricchito da una confezione accattivante, tipicamente made in Usa, che mescola sapientemente commedia, azione e fantasy.

E anche per quest'anno il Natale di Santa Claus (per gli amici Nick), della signora Claus, dei folletti, delle renne e... della Mythological Oversight and Restoration Authority (Autorità di vigilanza e restauro mitologico) - che garantisce che nulla disturbi l'equilibrio tra la dimensione umana e quella dei miti - è salvo! 

--- 

Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

  • Nuovo canale YouTube con video e podcast (senza pubblicità, ci si può iscrivere senza notifiche) 
  • Nuovo canale WhatsApp (negli aggiornamenti, non occupa spazio in chat, ci si può iscrivere senza notifiche)
  • Newsletter Blog  (mensile)

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978

IL BURNOUT (O STRESS CRONICO SUL LAVORO) MODIFICA IL CERVELLO?


 
Se pensate che ci si possa sottoporre ad uno stress continuativo e a lungo termine nell’ambiente lavorativo senza riportare conseguenze, ripensateci. 

Un'interessante ricerca scientifica mette in luce infatti alcune gravi conseguenze neurologiche del burnout, ossia dello stato di stress cronico sviluppato in ambito lavorativo che porta ad esaurimento dell’energia mentale e a sentimenti di inefficacia

Secondo lo studio, condotto da Armita Golkar, Ph.D. (Dottorato di Ricerca) presso il Karolinska Institute di Svezia e citato dalla Association for Psychological Science, il burnout modifica i circuiti neurali nel cervello e compromette la capacità delle persone di far fronte alle situazioni stressanti.

In altre parole, si tratta di un circolo vizioso: più stressati si è, più è difficile affrontare nuovi fattori di stress in futuro. 

Per lo studio, i ricercatori hanno reclutato 40 partecipanti con sintomi di burnout diagnosticati. Tutti i soggetti hanno attribuito la loro condizione ad un prolungato stress lavoro-correlato: essi infatti avevano lavorato dalle 60 alle 70 ore a settimana continuativamente e nel corso di diversi anni. 

I ricercatori hanno anche reclutato 70 partecipanti sani che non avevano mai sofferto di stress cronico per fungere da gruppo di controllo. 

Tutti i soggetti hanno eseguito un compito di regolazione emozionale: hanno guardato delle immagini neutre e delle immagini negative ed è stato chiesto loro di sopprimere o intensificare o mantenere la propria risposta emotiva

Mentre i partecipanti stavano guardando le foto, gli sperimentatori hanno prodotto un suono inaspettato e forte e misurato la reazione dei soggetti allo stimolo attraverso degli elettrodi posti sulle guance. 

I risultati hanno mostrato che gli individui che soffrivano di burnout avevano avuto più difficoltà a sopprimere le loro reazioni al suono forte. In altre parole, le persone già stressate hanno maggiori difficoltà ad affrontare nuovi fattori di stress

I ricercatori hanno anche effettuato la scansione del cervello dei partecipanti mentre erano seduti in silenzio ed hanno scoperto che l'amigdala, una parte dell’encefalo associata con la paura e l'aggressività, era più grande tra i soggetti del gruppo di burnout. I partecipanti più stressati mostravano anche forti connessioni tra l’amigdala e le aree del cervello collegate allo stress emotivo.

Per quanto concerne il motivo per cui le persone con burnout avevano maggiori difficoltà a regolare le loro emozioni, le scansioni del cervello hanno rivelato che avevano connessioni più deboli tra l'amigdala e la corteccia prefrontale mediale, una zona del cervello associata con le funzioni esecutive, vale a dire con le funzioni cerebrali deputate al controllo e alla pianificazione del comportamento

Questi risultati hanno implicazioni significative per il benessere dei lavoratori con burnout. I ricercatori affermano infatti che la difficoltà a sopprimere le emozioni negative potrebbe renderli più vulnerabili ai sintomi della depressione

Fortunatamente, esistono dei metodi per gestire lo stress professionale prima che questo crei problemi più gravi. L’esperta di stress Kathleen Hall promuove per esempio negli Stati Uniti il sistema ACE (acronimo di Awareness-Choice-Experience; in italiano: Consapevolezza-Scelta-Esperienza), un programma terapeutico che comporta la presa di consapevolezza dei propri attivatori di stress, la scelta di uno di questi al fine di intervenire e alleviare la tensione e quindi lo sperimentare la cura di sé.  

Questo è solo uno dei diversi programmi che hanno origine dai risultati scientifici e che sono strutturati in un corso individuale o di gruppo che il lavoratore può seguire come intervento di cura o di prevenzione del burnout, attraverso la guida di uno Psicologo esperto in tecniche di gestione dello stress. 

Hall suggerisce inoltre al lavoratore a rischio di burnout di parlare con il proprio supervisore in merito alla questione, poiché la maggior parte dei responsabili di risorse umane è ormai ben consapevole che lo stress lavoro-correlato può compromettere le prestazioni dell’intera azienda nel lungo periodo e conseguentemente è disponibile ad individuare soluzioni per contenerlo. 


---

Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

  • Nuovo canale YouTube con video e podcast (senza pubblicità, ci si può iscrivere senza notifiche) 
  • Nuovo canale WhatsApp (negli aggiornamenti, non occupa spazio in chat, ci si può iscrivere senza notifiche)
  • Newsletter Blog  (mensile)

Per sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).

Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978.

Per saperne di più…
http://ki.se/start   / 
http://journals.plos.org/plosone/

Golkar, A., Johansson, E., Kasahara, M., Osika, W., Perski, A., & Savic, I. (2014). The influence of work-related chronic stress on the regulation of emotion and on functional connectivity in the brain. PloS one, 9(9), e104550.

#Burnout #StressLavoroCorrelato #Psicologia #Neuroscienze #BenessereMentale #SaluteMentale #GestioneDelloStress #Cervello #Mindset #SaluteSulLavoro #MentalHealthAwareness #Lavoro #EquilibrioLavoroVita #CrescitaPersonale #PsicologiaDelLavoro #Neuroscienza #Ansia #Depressione #Stress #SelfCare #MentalWellness #PsicologiaItaliana #BenesserePsicologico #LavoroInItalia