Dopo aver letto e ascoltato una marea di affermazioni
fuorvianti sugli obiettivi di questa Riforma della Costituzione —
promesse di processi "lampo", fine degli errori giudiziari e certezza
della pena — mi sono sentita in dovere di approfondire.
Molte di queste promesse sono state smentite persino dal Ministro
della Giustizia Nordio, che ha ammesso che la riforma non sveltirà le
procedure.
Consapevole della complessità della materia, ho
studiato le fonti autorevoli e ascoltato interviste di esperti e di chi lavora
nei Tribunali e attinto nel mio piccolo alla mia esperienza personale, per
condividere con voi ciò che ho capito: in gioco non c'è il colore di un
Governo, ma l'indipendenza dei poteri dello Stato e la tenuta della
nostra Democrazia.
Non si tratta di una semplice modifica tecnica, ma di una
revisione che tocca ben 7 articoli della nostra Costituzione (87, 102,
104, 105, 106, 107 e 110).
Il falso pretesto della "Separazione delle
Carriere" tra Giudici e Pubblici Ministeri (PM)
Si dice che sia necessaria per garantire l'imparzialità. Ma
è davvero così?
- L'esperienza
sul campo: Si dice che restare nello stesso ruolo per tutta la vita
garantisca maggiore equilibrio. Ma, come psicologa, la mia esperienza mi
dice altro.
Ho lavorato sia come CTU (Consulente
Tecnico d’Ufficio) per il Giudice, sia come CTP (Consulente Tecnico di
Parte). Questa alternanza non ha mai confuso i miei obiettivi; al contrario, ha
arricchito la mia professionalità.
- Deontologia
e formazione: Il buon lavoro di un magistrato non dipende dal fatto di
aver sempre fatto la stessa cosa, ma dal rigoroso rispetto della
deontologia professionale e dall'assenza di pregiudizi.
Ciò che servirebbe davvero poi in
ambito penale, è una formazione di base specifica sulla vittimologia e sui
comportamenti criminali, ma soprattutto la capacità del magistrato di
affidarsi a periti e consulenti scientificamente preparati e vincolati a
loro volta da un’etica ferrea.
- La
"Cultura della Giurisdizione", un valore da proteggere: Oggi
PM e Giudici condividono la stessa "cultura della
giurisdizione".
Significa che il PM non è un
avvocato dell'accusa che deve vincere a tutti i costi, ma un magistrato che ha
come obiettivo finale la verità e la giustizia, esattamente come il
Giudice. Se separiamo le carriere, il PM rischia di diventare un
"super-poliziotto", come negli Usa, lontano dalla cultura del
giudizio, con conseguenze pericolose per l'equilibrio del processo.
- Cosa
dice la legge attuale: La Riforma Cartabia prevede già che un
magistrato scelga il ruolo all'inizio e possa cambiare una sola volta
in carriera (entro 10 anni e cambiando Regione). I passaggi sono già
rarissimi.
- Il
mito di Falcone e Borsellino: Spesso si cita Giovanni Falcone come
favorevole alla separazione delle carriere (Lo Stato delle Cose, Rai3). È
vero, ma egli si riferiva alla specializzazione estrema per combattere la
Mafia.
Paolo Borsellino, invece, la
pensava diversamente: credeva fermamente che l'unicità della carriera arricchisse
il magistrato, mantenendolo ancorato alla "cultura della
giurisdizione" (intervista a G. Colombo, Fanpage).
Il sorteggio al CSM: Un trucco per sbilanciare il
potere
La riforma introduce il sorteggio per i membri del CSM
(Consiglio Superiore della Magistratura). Ma attenzione: le basi di partenza
non sono uguali.
- I
Magistrati: verrebbero estratti da un bacino enorme di migliaia di
professionisti in tutta Italia. Potrebbero capitare persone non preparate a
compiti amministrativi così complessi.
- La
componente "laica" (scelta dal Parlamento): verrebbe estratta da
un gruppo ristretto di esperti già selezionati dalla maggioranza di
Governo.
- Il
rischio: Il gruppo politico, più preparato e determinato, finirebbe
per imporsi sui magistrati estratti a sorte.
L'indipendenza del potere
giudiziario (Magistratura) — pilastro della nostra democrazia insieme al
legislativo (Parlamento) ed esecutivo (Governo) — verrebbe così sacrificata.
In una democrazia costituzionale,
il "primato" spetta alla Legge, non alla maggioranza del momento. La
magistratura deve restare super partes proprio per poter essere
"scomoda" quando necessario.
- La
magistratura "scomoda" come garanzia di democrazia: Una magistratura
indipendente è essenziale perché nessuno sia al di sopra della
legge.
È stata scomoda negli anni '90
con Mani Pulite (che svelò la corruzione dei partiti) ed è scomoda oggi
quando segnala irregolarità e incompatibilità ambientali in grandi opere come
il Ponte sullo Stretto.
A proposito della perdita di
indipendenza della magistratura: se Antonio Di Pietro (che lasciò la
toga per la politica) minimizza il rischio (intervista a Lo Stato delle Cose,
Rai3), Gerardo Colombo (suo collega nel pool Mani Pulite) ci avverte che
il pericolo è reale. Colombo ha continuato a fare il magistrato per tutta la
vita, subendo anche attacchi e provvedimenti (da cui è sempre uscito assolto),
vivendo in prima persona quanto la magistratura possa diventare scomoda per chi
governa (intervista di Fanpage).
Se un magistrato sbaglia intenzionalmente,
già oggi la legge prevede che chi ha subito un danno ingiusto possa
ottenere il risarcimento dei danni (Legge 27/02/2015 n. 18; Decreto legislativo
23/02/2006 n. 109; Articolo 319-ter c.p.) .
- La
lezione di Gustavo Zagrebelsky: Ho avuto l'onore di avere come
professore di Diritto Costituzionale il prof. Zagrebelsky e di
studiare sul suo manuale dalla copertina rossa, quando ero iscritta a
Giurisprudenza a Cuneo e Torino, prima di passare a Psicologia.
Già Presidente della Corte
Costituzionale, professore emerito, è uno dei massimi giuristi viventi. Da lui
ho imparato che la Costituzione non è un pezzo di carta, ma il limite
invalicabile per chiunque detenga il potere. Ritengo che in un'epoca di
fragilità internazionale e interna, toccare i pesi e i contrappesi del nostro
ordinamento sia pericoloso.
La divisione dei poteri serve a evitare
che chi governa possa influenzare chi deve giudicare: è l'essenza stessa
della democrazia che mi è stata insegnata già durante gli anni di
diritto alle superiori da una cara professoressa, avvocato.
Nell'introduzione al libro "Perché
NO" di Marco Travaglio, il professor Zagrebelsky scrive:
"Quella
che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra
cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura".
Le vere urgenze nella Giustizia: Carceri, Risorse e
Formazione
Invece di toccare la Costituzione (proposta che ricalca
vecchi piani del governo Berlusconi mai condivisi dalle opposizioni), per
cambiare davvero le cose, il Parlamento dovrebbe occuparsi di altro:
- Emergenza
Carceri: Nel 2025 abbiamo avuto 79 suicidi. Il Presidente Mattarella
ha recentemente ricordato che “ogni suicidio in carcere è una sconfitta
per lo Stato”. La sovrappopolazione è insostenibile
(sovraffollamento medio del 138,5%; fino al 200% a San Vittore;
Ass. Antigone).
Una riforma radicale dovrebbe
prevedere l'aumento delle strutture e del personale della Polizia
Penitenziaria, a vantaggio della dignità dei detenuti, della sicurezza dei
cittadini e delle condizioni di lavoro delle forze dell'ordine.
Ma come fa un Giudice a prevedere
la custodia in carcere se posti disponibili non ce ne sono? Servono
strutture dove i detenuti possano lavorare e pagare il proprio debito con la
comunità; non braccialetti elettronici che spesso non funzionano (si
vedano i numerosi omicidi a causa di malfunzionamenti).
- La
realtà dei Tribunali e il falso pretesto dell'efficienza: Come
consulente tecnico, ho visto la realtà: pile infinite di fascicoli sulle
scrivanie dei Giudici, che lavorano sotto organico con grande spirito di sacrificio e con strumenti
digitali spesso malfunzionanti. Lo stesso Ministro Nordio ha ammesso in
diverse interviste che questa riforma non porterà a uno sveltimento delle
procedure.
Per sveltire i tempi della
giustizia – anche quella Civile che riguarda tanti cittadini - servirebbero finanziamenti
pubblici per l'assunzione di personale e una formazione sulla
digitalizzazione.
- Prevenzione
e Scuola: I reati minorili sono in aumento (le denunce sono
raddoppiate in 10 anni; Save the Children), ma i corsi di educazione alle relazioni
nelle scuole vengono bocciati, l'insegnamento delle scienze umane riguarda
soltanto i licei di indirizzo e la materia educazione civica occupa
pochissime ore l'anno.
- I fondi ci sarebbero: Recuperando una parte di evasione fiscale totale
annua, compresa fra 98,1 e 102,5 miliardi di euro (dati 2022, Relazione MEF 2025) –
di cui nessun Governo si occupa mai perché non porta voti - e tagliando
parte degli oltre 32 miliardi di spese militari (Legge di Bilancio
per il 2026; Milex) in continua crescita, avremmo i fondi per sanità,
scuola e una giustizia più efficiente.
Non è una sfida tra Destra e Sinistra
Hanno provato a convincerci che se voti "Sì"
sei di destra e se voti "No" sei di sinistra. Non è così. Questa non
è una prova di forza tra partiti, ma una scelta sul futuro della nostra
convivenza civile.
Inoltre, non è solo una riforma "penale": toccare
l'assetto della magistratura ha ricadute dirette anche sul diritto
civile (cause di lavoro, famiglia, contratti, condomini), coinvolgendo la
vita quotidiana di ogni cittadino.
Un voto senza quorum: l'importanza di esserci
Ricordiamoci che per questo referendum non è previsto un
quorum. Non serve che vada a votare il 50%+1 degli aventi diritto: la
riforma passerà (numero maggiore di Sì) o sarà respinta/bocciata (numero
maggiore di No) in base al voto di chi si presenta ai seggi. Per chi
volesse approfondire ulteriormente, ecco il Dossier diffuso dal Ministero dell'Interno.
Questa è una riforma voluta solo dalla maggioranza di Governo,
mentre le minoranze sono contrarie. Una modifica della Carta Costituzionale
dovrebbe essere sentita come necessaria da tutto il Parlamento, non solo da una
parte. Votiamo per non lasciare che siano gli altri a decidere per noi.
---
Grazie a chi vorrà condividere.
Per seguire L'Anticamera del Cervello:
Per
sapere chi sono, seguire il blog o contattarmi, selezionare le varie
opzioni nel menù in alto (a partire dalla home page/sposta).
Copyright (c) L'Anticamera del Cervello. Testi protetti dalla Legge n. 399 del 20 giugno 1978.
Fonti e approfondimenti del post: Dossier sul Referendum
diffuso dal Ministero dell'Interno; / Intervista di Fanpage a G. Colombo / Intervista di M. Giletti ad A. Di Pietro a Lo Stato delle
Cose, 16/03/26 / Introduzione al libro di M. Travaglio, "Perché NO.
Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole",
PaperFIRST, 2026 / MEF -Relazione annuale sull'evasione fiscale / OsservatorioMILEX / Carceri,
l'allarme di Mattarella: "Ogni suicidio è una sconfitta per lo
Stato", RaiNews,16/03/2026 /Associazione Antigone - Rapporto 2025 / Perché
i braccialetti elettronici “antistalking” non funzionano, Il
Post, 28/02/2025;/ Report Dis(armati) di Save the Children.