Giornata del Fiocchetto Lilla: FERMARE L’EPIDEMIA SILENZIOSA DEI DISTURBI ALIMENTARI

La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla - che si celebra il 15 marzo di ogni anno - è un simbolo che nasce da una storia di profondo dolore e impegno civile e un'occasione di riflessione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (Dca). La giornata è stata istituita su iniziativa di Stefano Tavilla per ricordare sua figlia Giulia, una ragazza di soli 17 anni scomparsa proprio il 15 marzo del 2011 a causa delle conseguenze organiche della bulimia

Giulia è morta mentre era in lista d'attesa per un posto in una struttura specializzata, una tragedia che ha reso evidente l'urgenza di migliorare l'assistenza e la rete di cura in Italia. Da allora, il lilla rappresenta la lotta di chi non vuole più nascondere la propria sofferenza dietro un'apparente normalità.

Come psicoterapeuta, sento il dovere di accendere un faro su dati che definire allarmanti è ormai riduttivo. In Italia, oltre 3 milioni di persone convivono con un Disturbo del Comportamento Alimentare. Ciò che scuote maggiormente è l’abbassamento drastico dell’età d’esordio: i primi segnali si manifestano sempre più precocemente, già intorno agli 8 anni (rainews24).

È fondamentale sottolineare che i disturbi alimentari sono presenti anche nei bambini piccoli, ma presentano caratteristiche diverse da quelli dell'adolescenza e dell'età adulta. 

Oltre l’anoressia e la bulimia: i nuovi volti del disturbo

Siamo abituati a pensare ai Dca come a categorie rigide, ma la realtà clinica è fluida e in costante mutamento. 

Affinché si possa parlare clinicamente di un Disturbo, deve verificarsi un danneggiamento significativo della salute fisica o del funzionamento psicosociale. I criteri diagnostici internazionali riconoscono ufficialmente: 

  • Anoressia Nervosa: Caratterizzata dalla restrizione dell’apporto energetico che porta a un peso corporeo significativamente basso, unita a una paura intensa di ingrassare e a una percezione distorta del proprio corpo.

  • Bulimia Nervosa: Contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate (assunzione di grandi quantità di cibo in breve tempo con perdita di controllo) seguiti da condotte di compenso, come il vomito autoindotto o l’uso eccessivo di lassativi.

  • Binge Eating (Disturbo da alimentazione incontrollata): Simile alla bulimia per le abbuffate, ma senza le condotte di compenso; comporta una perdita di controllo sul cibo che può condurre ad obesità.

    A questi si aggiungono il Disturbo da condotta di eliminazione, caratterizzato da espulsione del cibo senza abbuffate precedenti, e la Sindrome da alimentazione notturna

Esistono poi altre manifestazioni descritte nella letteratura scientifica più recente, ma non ancora inserite nel manuale psicodiagnostico di riferimento. Tra queste troviamo: l’Arfid (evitamento o restrizione del cibo che comporta un'alimentazione estremamente limitata, non legata al peso), l’Ortoressia (ossessione rigida per il cibo sano), la Bigoressia (preoccupazione cronica di non essere abbastanza muscolosi) e la Diabulimia (dove chi soffre di diabete tipo 1 manipola l’insulina per perdere peso). 

L’allarme per i ragazzi: una diagnosi più difficile

Un dato spesso sottovalutato riguarda i maschi. Sebbene si pensi ai Dca come a un "problema femminile", i ragazzi rappresentano una quota significativa dei casi. 

In loro, il disturbo non si manifesta sempre con il desiderio di magrezza; la Società Italiana di Pediatria avverte che i segnali possono essere atipici come l’ossessione per la massa muscolare e l'esercizio fisico estremo. Questa differenza di genere può portare a diagnosi tardive, quando il quadro clinico è ormai compromesso. 

Quando e come intervenire: superare vergogna e colpa 

Nel 2025, i decessi correlati ai Dca tra i giovani sono stati oltre 3.500: la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali (rainews24).

Nella mia esperienza clinica, ho incontrato pazienti con Dca di tutte le età; anche nella prima infanzia. Nei casi che coinvolgono i bambini, il lavoro terapeutico si concentra principalmente sui genitori, che diventano i primi alleati del cambiamento.

Per quanto concerne invece i pazienti adolescenti e adulti, il ricovero in strutture specializzate, pubbliche o private accreditate (attraverso protocolli come il "Codice Lilla" nei pronto soccorso) diventa indispensabile nelle fasi acute e gravi; ma l’obiettivo ideale sarebbe intervenire molto prima

Il fattore tempo è cruciale: ai primi segnali di malessere — per esempio un cambiamento repentino ed estremo nelle abitudini alimentari, un isolamento sociale, un'ossessione per lo specchio, accompagnati da sofferenza mentale e/o fisica — è fondamentale rivolgersi il prima possibile al medico di base, a uno specialista in psicoterapia o a uno psichiatra esperto.

L’ostacolo più grande non è la mancanza di cure efficaci, ma le barriere emotive: il senso di colpa e la vergogna. I pazienti e le loro famiglie spesso si sentono responsabili o 'sbagliati'. Dobbiamo affermarlo con chiarezza: i Dca sono malattie complesse, non sono una scelta né una colpa.

Un messaggio di speranza 

Nonostante la gravità della situazione, le criticità del sistema sanitario (che purtroppo vede ancora un forte gap tra Nord e Sud nell’offerta di centri specializzati che rimangono comunque con posti letto non sufficienti in Italia) e i mancati investimenti dei vari Governi nella prevenzione, voglio lanciare un segnale di speranza.

Stare meglio è possibile. La scienza e la clinica oggi ci permettono di conoscere bene i percorsi di cura necessari. Non sarà un cammino lineare, richiederà pazienza, fatica e supporto professionale, talvolta multidisciplinare; ma chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo, coraggioso passo verso il riprendersi la propria vita. 

La vita infatti non dovrebbe essere condizionata dall'ossessione per il controllo e si può tornare a 'nutrirsi di vita', parole che hanno ispirato l'associazione fondata dal papà di Giulia che si è occupata di sensibilizzare gli studenti su questo tema.

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Fonti:Associazione Mi Nutro di vita; - "Disturbi alimentari per 3 milioni di italiani, esordio già a 8 anni" di M. Savini, Rai News 24; - Conoscenze ed esperienza clinica personale. 

#DCA #FiocchettoLilla #DisturbiAlimentari #GiuliaTavilla #SaluteMentale #Psicoterapia #Speranza #Prevenzione #15Marzo #NessunoTiPuòGiudicare 

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VEDERE la MUSICA - con la LIS la Musica diventa Segno

(cliccare qui per vedere video di un estratto di questo post su youtube)

La Lingua dei Segni Italiana (LIS) non è una forma semplificata della lingua parlata - come si potrebbe pensare - né un codice alternativo come il morse o il braille, ma una lingua autonoma con proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali. 

Si è sviluppata naturalmente come tutte le lingue e utilizza sia componenti manuali (configurazione, posizione, movimento delle mani) sia componenti non-manuali (espressione facciale, postura, etc.). Inoltre, presenta varianti regionali assimilabili ai dialetti delle lingue vocali. 

La LIS è fondamentale per garantire pari opportunità di comunicazione alle persone sorde, per le quali la lingua parlata rimane spesso una seconda lingua.

L’acquisizione della LIS è cruciale per lo sviluppo delle abilità linguistiche e intellettive dei bambini sordi. So però che alcuni genitori restano convinti erroneamente che ostacoli l'acquisizione dell'espressione vocale. Invece - nei bambini come negli adulti - l'apprendimento della LIS favorisce una maggiore consapevolezza della lingua vocale e della cultura di appartenenza. Inoltre, offre vantaggi pratici, permettendo la comunicazione in ambienti dove la lingua parlata risulta difficoltosa, come i luoghi con luce soffusa

Trattando questo argomento, credo sia importante sottolineare che le definizioni “sordomuto”, “audioleso” e “non udente” sono ormai da considerarsi scorrette. Con la legge n. 95 del 20 febbraio 2006, sono state sostituite dalle diciture corrette “persona sorda” o “sordo”, riflettendo un cambiamento di prospettiva inclusivo e rispettoso.

Nonostante l’importanza della LIS, l’Italia ha riconosciuto ufficialmente questa lingua solo il 19 maggio 2021, colmando un ritardo significativo rispetto ad altri Paesi europei. Questo riconoscimento è stato il risultato di una lunga battaglia della comunità sorda, rappresentando una conquista di civiltà non solo per le persone sorde, ritengo, ma per tutta la società.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la lingua dei segni non è universale: ogni comunità di sordi ha sviluppato la propria lingua, strettamente legata alla cultura del Paese di appartenenza. 

La ricerca linguistica sulla LIS ha iniziato a svilupparsi in Italia solo negli anni Ottanta, mentre il primo studio di riferimento sulla lingua dei segni americana (ASL) è stato pubblicato da William C. Stokoe nel 1960.

Un’importante apertura alla LIS nel contesto culturale italiano si è verificata nel 2020, quando per la prima volta il Festival di Sanremo è stato interamente tradotto nella lingua dei segni, grazie al lavoro di 15 performer RAI.

Dal punto di vista neuroscientifico, studi condotti da ricercatori della New York University e della San Diego State University, pubblicati su "Scientific Reports", dimostrano che le stesse aree cerebrali coinvolte nella produzione di frasi complesse nel linguaggio parlato sono attive anche durante la costruzione di espressioni linguistiche nella lingua dei segni

La ricerca ha evidenziato che, sebbene i meccanismi di articolazione siano diversi (mani per la LIS, apparato vocale per la lingua parlata), il processo di pianificazione del linguaggio è governato dagli stessi circuiti neurali, situati nell'emisfero sinistro (in particolare nella corteccia temporale anteriore e nella corteccia ventromediale). 

Questo conferma che il linguaggio umano, indipendentemente dal canale di trasmissione, è radicato in una rete neurale comune.

A mio parere, un esempio particolarmente poetico di questa interconnessione tra linguaggio visivo e musicale è la traduzione in LIS delle canzoni, come avvenuto al Festival di Sanremo per artisti come Arisa o Bambole di Pezza e Cristina D'Avena.


Vedere il cantante eseguire il brano mentre l’interprete LIS ne trasmette il significato - attraverso il movimento e l’espressività - rende visibile la musicalità in una forma diversa, accessibile e suggestiva.

Questo dimostra, io credo, come la lingua dei segni non sia solo un mezzo di comunicazione, ma - grazie alla musica - diventi anche un potente veicolo artistico ed emozionale. Così come accade alla lingua vocale quando si esprime attraverso una canzone.


Per chi fosse interessato a lavorare in questo ambito, esistono corsi di formazione per diventare Assistenti alla Comunicazione oppure Interpreti LIS. Inoltre, sono disponibili corsi specifici per gli insegnanti. Questi percorsi formativi sono organizzati in molte province italiane e offrono l'opportunità di acquisire le competenze necessarie per favorire l'accessibilità e l'inclusione delle persone sorde. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Ente Nazionale Sordi (ENS).

Inoltre, alcune università italiane propongono corsi di laurea triennale in Interpretariato e Traduzione in Lingua dei Segni Italiana, come l'Università degli Studi di Milano. Questi programmi accademici mirano a formare professionisti altamente qualificati nel campo dell'interpretariato LIS.

Alla luce di quanto condiviso, penso di poter concludere che Lingua dei Segni Italiana non sia esclusivamente una lingua della comunità sorda, ma rappresenti un patrimonio linguistico e culturale di tutti e per tutti, capace di arricchire l’espressività e l’inclusione nella società.

(cliccare qui per vedere video di un estratto di questo post su youtube) 


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Fonti:
- Blanco-Elorrieta, E., Kastner, I., Emmorey, K., & Pylkkänen, L. (2018). Shared neural correlates for building phrases in signed and spoken language. Scientific Reports, 8(1), 5492.
- Stokoe, W. C. (1960). Sign Language Structure: An Outline of the Visual Communication System of the American Deaf.

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EDDIE THE EAGLE: LA STORIA VERA DI UN SOGNO IMPOSSIBILE - Recensione film

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)

"Eddie the eagle" è una commedia che ci fa sentire bene.
È un film ricco di messaggi positivi sul credere in se stessi, sul seguire i propri sogni, sul non arrendersi mai qualora si pensi di poter ottenere qualcosa, sul gioire dei risultati anche se non perfetti.

Michael Eddie Edwards - meglio conosciuto come Eddie The Eagle - è stato il primo saltatore di sci britannico alle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988.

Il film racconta la storia vera di questo atleta che ha affrontato tante competizioni internazionali, che oggi ha una sessantina d'anni e che da bambino trascorse un anno in ospedale per un problema ortopedico.

Alcuni compagni lo canzonarono per il tutore al ginocchio, ma lui non lasciò che questo offuscasse la sua speranza di poter un giorno rappresentare la Gran Bretagna ai giochi olimpici.

Da ragazzo proverà a cimentarsi in tutti gli sport, senza mostrare però un particolare talento.

La madre continuerà ad incoraggiarlo; non importa quante battute d'arresto il figlio debba affrontare. Mentre il padre preferirebbe vederlo rinunciare.

Eddie scopre ad un certo punto che non esiste ancora una squadra britannica olimpionica nel salto con gli sci e quindi si presenta per la qualificazione.

Nonostante il Comitato Olimpico stesso tenti in tutti i modi di escluderlo e nonostante le prese in giro degli atleti degli altri Paesi che lo ritengono troppo in là con l'età per poter ancora migliorarsi, Eddie porta avanti tenacemente il proprio progetto.

Decide quindi di chiedere aiuto per la preparazione atletica a Bronson Peary, ex saltatore e campione, intento a sedare nell'alcol la consapevolezza di aver sprecato il proprio talento.

Eddie mette tanto impegno nell'allenamento, tanto coraggio nell'affrontare il trampolino e nulla riesce a smorzare il suo spirito, neanche le derisioni continue dei compagni o gli occhiali da vista che si appannano continuamente.

Si autofinanzia facendo tanti lavori faticosi e utilizza attrezzature di seconda mano, trovandosi ad indossare sei paia di calzettoni per poter calzare gli scarponi troppo grandi per lui.

Non gli importa vincere o arrivare ultimo; è felice nel momento in cui riesce a qualificarsi: sventola le braccia come le ali di un'aquila quando finalmente realizza il suo sogno e conquista con la sua pulita autenticità tutto il pubblico.

La fermezza che egli dimostra nel perseguire il suo sogno Olimpico può essere un importante esempio per tutti, a qualsiasi età.



Portare a termine un progetto richiede impegno, duro lavoro; a volte riusciremo ad atterrare sugli sci, a volte cadremo facendoci male, magari molto male.
Talvolta troveremo chi ci sostiene; altre volte verremo derisi e disprezzati dagli altri.

Ma se sapremo apportare cambiamenti al nostro progetto per renderlo il più possibile realistico e realizzabile, se sapremo rinunciare alla perfezione e puntare a ciò che veramente possiamo raggiungere, nel momento in cui otterremo l'obiettivo dopo tanto impegno e lavoro, quella soddisfazione sarà così grande da darci un senso in più per stare al mondo.

"Eddie the eagle" è un film che a mio parere, vale la pena vedere – a casa o a scuola – anche con i ragazzi dagli 11 anni in su.

Una volta visto il film, diventa interessante riflettere con gli adolescenti e i preadolescenti su come le persone si approfittino dell'apparente ingenuità di Eddie e di come i suoi valori alla fine trionfino.
È utile anche mettere in luce con loro le dinamiche che portano Bronson a rifugiarsi nell'alcolismo ed Eddie ad aiutarlo a smettere di bere.

L'attore Taron Egerton - celebre per "Kingsman" - trasmette perfettamente ciascuna emozione che il protagonista prova per ogni fallimento e per ogni trionfo.
La colonna sonora con canzoni anni '80, è da apprezzare.
Le scene di sky jumping sono emozionanti e bellissime da gustare per quanto concerne la fotografia.

La storia che il campione Eddie Edwards può raccontare è allora di ispirazione per tutti noi.

Guardando il film è impossibile non fare il tifo per lui.
Vincere o perdere quando arriva la competizione finale non ha più importanza: sai già che ha trovato un posto per se stesso nei libri di storia sulle Olimpiadi e questo è ciò che conta.

Il film ti intrattiene, ti illumina e ti lascia un sorriso sul viso; ti racconta una storia importante di una lotta dura e impegnativa, ma utilizzando una grande leggerezza che non può che motivarci ad affrontare le nostre paure e le nostre insicurezze.

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)


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LA POTENZA NELLA SEMPLICITA': un calendario per un anno più consapevole - Auguri!

Ho scelto una frase semplice ma potente di Frost...

Affinché questo Anno Nuovo appena iniziato ci porti la forza per affrontare le parti difficili del cammino, la speranza per guardare al futuro con fiducia e un pizzico di fortuna che serve sempre!

                     Grazie a tutti per il supporto a questo progetto divulgativo! 

                            Felice Anno Nuovo!

 
 
[Cliccare sul biglietto di auguri se si vuole scaricarlo in alta risoluzione.] 
 
Ps. Per tenere traccia di - e in tal modo valorizzare - tutti i piccoli e grandi cambiamenti personali che vi daranno benessere, 
potete scaricare e stampare il calendario annuale su una pagina che ho pensato per favorire una gestione più facile e a colpo d'occhio del tempo.
Lo trovate in 4 versioni e colori diversi (alta risoluzione).
Ecco l'immagine di uno di esempio (bassa risoluzione):
 

Buon Inizio! 🎇

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Cos'è una Valutazione Neuropsicologica per Problemi di Memoria, Attenzione e Concentrazione? Vai alla pagina dedicata

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Run&Train FW22

ANTHONY HOPKINS: L'ALCOOL È UN KILLER, MA C'È UNA VIA D'USCITA - Video

Un messaggio, a mio parere, coinvolgente e pieno di speranza da Sir Anthony Hopkins. ✨ 

L'attore ha condiviso la sua storia di sobrietà, rivelando come 49 anni fa abbia deciso di cambiare vita.


Buongiorno, buon 29 dicembre! 29?!? Perché 29?

Beh, 49 anni fa, in data di oggi, ho smesso...

E mi stavo divertendo un mondo.

Ma poi ho capito che ero nei guai perché non ricordavo niente e guidavo la macchina… ubriaco, fuori di testa.

Poi in quel giorno fatale ho capito che avevo bisogno di aiuto, quindi l'ho ottenuto. Ho telefonato a un gruppo di persone come me, alcolizzate e… basta, è finita.

Comunque mi sono divertito più di prima in questi 49 anni.

Se hai un problema… divertirti è meraviglioso, bere va bene. Ma se hai un problema con l'alcol, con le quantità, c'è l’aiuto. Non è un problema terribile. È una condizione… se sei allergico all'alcol. Fatti aiutare.

Ho ricevuto un sacco di aiuto. Una cosa che non avevo capito è che non ero l’unico. Ci sono migliaia di persone intorno a me.

Comunque, sono diventato sobrio e sembra una parola noiosa. Ma ho avuto una vita meravigliosa!

Mi assumono ancora, mi danno ancora lavoro.

Tra due giorni compirò 87 anni. Quindi festeggio la mia lunga vita; inaspettatamente lunga vita.

Quindi se hai un problema, saprai dove andare. Partecipa a qualsiasi intergruppo, al programma in dodici fasi, a qualsiasi cosa tu possa fare. Perché è una cosa micidiale, l’alcool è un killer.

Detto questo, Buon Anno!!!

[Traduzione personale]

L'icona del cinema mondiale, Anthony Hopkins è uno dei miei attori preferiti; ha incantato il pubblico con le sue interpretazioni memorabili. Dai successi teatrali alle pellicole che hanno fatto la storia del cinema, la sua carriera è costellata di riconoscimenti. Due Premi Oscar e una miriade di altri premi ne attestano il talento inconfondibile.

Aldilà del successo sul grande schermo, Anthony Hopkins ha dimostrato di essere un'anima poliedrica. Appassionato di pittura, musica e impegnato in diverse cause umanitarie, l'attore britannico è un esempio di come talento e umanità possano coesistere. La sua scelta di sobrietà e il suo impegno per l'ambiente sono un'ulteriore fonte di ispirazione, credo, per tutti.

Ho capito che non ero l'unico, ha spiegato Hopkins nel video che ha condiviso, sottolineando l'importanza di chiedere aiuto e di non affrontare il problema della dipendenza da soli.

Se, tra chi legge, c'è chi sta lottando contro l'alcolismo, non esiti a cercare supporto. Riporto di seguito alcune risorse che possono essere utili.

Chiunque stia affrontando un problema di alcolismo può trovare supporto tramite associazioni di Auto Mutuo Aiuto (Ama) e attraverso un percorso terapeutico personalizzato. Ecco alcune opzioni principali:

  • Alcolisti Anonimi (Aa) - Gruppo di auto-mutuo aiuto per persone con problemi di alcolismo, che si incontrano in forma anonima per condividere esperienze e supportarsi nel superare la dipendenza. L’anonimato garantisce uguaglianza tra i membri e uno spirito di servizio disinteressato. Quando Hopkins dice: programma in dodici fasi, si riferisce a questi gruppi.

  • Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali (Aicat) - Promuove il cambiamento di comportamenti legati all’alcolismo non solo per l’individuo e la sua famiglia, ma anche per la comunità. I Club Alcologici Territoriali (Cat) coinvolgono alcolisti, familiari e volontari in un percorso di recupero condiviso.

  • Al-Anon e Alateen (a cui fa riferimento Hopkins quando parla di intergruppi):

    • Al-Anon - Aiuta le famiglie e gli amici di alcolisti a superare gli effetti negativi della dipendenza di una persona cara.
    • Alateen - Programma di supporto dedicato agli adolescenti con familiari alcolisti.
  • Telefono Verde Alcool (Istituto Superiore di Sanità): 800 632000. Un servizio informativo attivo dal lunedì al venerdì (10:00-16:00) per orientare verso i Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) sul territorio.

  • Psicoterapia privata e supporto medico - Un percorso terapeutico con uno psicoterapeuta in ambito privato può essere molto utile (per lavorare individualmente sui comportamenti autodistruttivi, sulle ragioni che li alimentano e per mantenere nel tempo i risultati raggiunti) ed è coperto dal segreto professionale; ma è essenziale che sia affiancato dalla partecipazione regolare a un gruppo di auto-mutuo-aiuto e dal monitoraggio medico (per l'eventuale somministrazione di farmaci), soprattutto durante la fase di disintossicazione. Pubblico, associazioni e privato possono e dovrebbero collaborare, nell'interesse esclusivo del/della paziente, al fine di fornire un trattamento completo e massimizzare così l'efficacia ed il mantenimento della sobrietà nel tempo.

Queste risorse offrono opportunità concrete per affrontare la dipendenza e costruire un percorso di recupero solido e duraturo.

La storia che Anthony Hopkins ha condiviso con noi è una storia di rinascita. Dopo aver superato le difficoltà legate all'alcolismo, l'attore ha trovato una nuova forza e una nuova vita. La sua testimonianza è un messaggio di speranza per tutti coloro che lottano contro le dipendenze.

Una selezione dei film di Antony Hopkins

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Fonte video  #anthonyhopkins #sobrietà #alcolismo #salutementale #ispirazione #buonanno #nuovoinizio #aiuto #comunità #speranza

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CALENDARIO DEGLI ENIGMI PER LE FESTE!

Benvenuti al Calendario degli Enigmi delle Feste de L'Anticamera del Cervello! 🎄✨

Da oggi fino all'Epifania, vi sfiderò, in giorni a sorpresa, con un piccolo rompicapo. E lo aggiungerò qui sotto in questo post. Alcuni saranno più facili e altri più difficili.

Sarà un modo divertente per tenere allenati la mente e il cervello tra un brindisi e una fetta di panettone.

Riuscirete a risolverli tutti senza sbirciare la soluzione?

Come restare aggiornati (e ricevere gli "aiutini"):

    📲 Canale WhatsApp: È il posto giusto se siete bloccati! Lì pubblicherò un piccolo indizio extra per ogni enigma e vi avviserò non appena uscirà la nuova sfida. [vedi canale

    📩 Newsletter mensile: Per chi ama le cose fatte con calma, ogni mese riassumo i contenuti migliori del blog comodamente nella vostra mail. [vedi pagina

    🎥 Canale YouTube: Se preferite i contenuti video e i podcast, mi trovate lì con approfondimenti e curiosità. [vedi canale

Se vi piace l'idea, condividete questo calendario con amici o parenti: sfidarsi a distanza rende tutto più magico! Se poi i contenuti sono per voi interessanti, si può seguire canali e blog con un click. Nessuna notifica automatica. Se volete farci sapere se vi state divertendo, si può anche commentare qui sotto... ma non scrivete la soluzione eh!

Buon divertimento e... occhio al primo enigma qui sotto! 🕵️‍♂️ 

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1. 🚣​ 19 dicembre --->  L’attraversamento del fiume 

Due uomini si trovano sulla riva di un fiume. 

C’è solo una piccola barca a remi che può trasportare una sola persona alla volta. 

Non ci sono ponti, non si può nuotare e la barca non torna indietro da sola. 

Eppure, entrambi gli uomini riescono ad attraversare il fiume e proseguire il viaggio ognuno sulla sponda opposta. 

Come hanno fatto? 

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 1 - L’attraversamento del fiume - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica: 

Se avete indovinato: Avete un'eccellente flessibilità cognitiva. Siete riusciti a rompere lo schema mentale che imponeva ai protagonisti di muoversi nel modo più scontato, superando un bias di posizione.

Se non avete indovinato: Non preoccupatevi, il nostro cervello ama creare "storie" lineari. Il prossimo enigma vi aiuterà a sfidare queste abitudini mentali!

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2. 🌍​ 21 Dicembre –--> La corda intorno alla Terra

Immaginate di tendere una corda tutto intorno all'equatore della Terra (40.000 km). 

La corda è aderente al suolo. 

Se aggiungessimo solo 10 metri alla lunghezza totale della corda e la sollevassimo uniformemente, tra il suolo e la corda riuscirebbe a passare un gatto? 

A: No, spazio millimetrico; B: Solo un foglio di carta; C: Sì, passa comodamente.

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 2 - La corda intorno alla Terra - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Dimostrate una grande capacità di astrazione logica. Avete saputo isolare il ragionamento matematico dal contesto contro-intuitivo, non lasciandovi ingannare dalle proporzioni fisiche.

Se non avete indovinato: La nostra percezione spaziale è tarata sull'esperienza quotidiana, non sulle scale planetarie. È normale sentirsi spiazzati, ma la logica si allena!

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3. 🛷​​ 25 Dicembre –--> L’ordine della Slitta di Babbo Natale

Babbo Natale deve schierare 4 renne: Cometa, Fulmine, Donnola e Saltarello. 

Sappiamo che: 1. Donnola è l'ultima della fila. 2. Cometa è davanti a Fulmine. 3. Saltarello è tra Cometa e Fulmine. 

Qual è l'ordine esatto da sinistra a destra? Provate a ragionare a mente.

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La soluzione al rompicapo n. 3 - L’ordine della Slitta di Babbo Natale - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Avete un'ottima pianificazione e memoria visuo-spaziale. Siete stati capaci di manipolare mentalmente diverse variabili contemporaneamente per trovare l'incastro corretto.

Se non avete indovinato: Gli enigmi sequenziali richiedono allenamento. La prossima sfida metterà in gioco un'area cerebrale completamente diversa! 

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4. 🏺​​​​ 28 Dicembre –--> Il mistero del vaso

Quattro fratelli, ma uno solo ha rotto il vaso: Aldo, Bruno, Carlo o Dino? 

Uno solo mente. 

Aldo: "Non è stato Carlo". Bruno: "È stato Dino". Carlo: "È stato Dino". Dino: "Non sono stato io". 

Chi è il colpevole?

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La soluzione al rompicapo n. 4 - Il mistero del vaso - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Eccellente ragionamento deduttivo e analisi delle contraddizioni. Avete elaborato le informazioni verbali come veri "investigatori della logica".

Se non avete indovinato: La logica proposizionale può essere un labirinto. Non arrendetevi, la vostra mente sta già imparando a riconoscere questi schemi!

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5. 🧹​​​​​ 6 gennaio –--> Il test della Befana

Tre scatole chiuse con etichette: "Dolci", "Carbone", "Misto". 

La Befana ha scambiato TUTTE le etichette: nessuna è corretta. 

Potete pescare un solo oggetto da una sola scatola senza guardare dentro. 

Da quale scatola pescate per capire il contenuto di tutte e tre?

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La soluzione al rompicapo n. 5 - Il test della Befana - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Siete maestri del ragionamento ipotetico-deduttivo. Avete saputo gestire un sistema complesso di informazioni false per ricavare una verità assoluta. Un vero successo cognitivo!

Se non avete indovinato: Questo era il livello "Expert"! Il fatto che siate arrivati fin qui dimostra una grande curiosità e costanza, le basi di ogni crescita intellettiva.

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Spero che vi siate divertiti! 👏​

Non scoraggiatevi se la soluzione non è arrivata subito: ogni volta che provate a risolvere un enigma, state creando nuove connessioni neurali. La nostra mente è un 'muscolo' e cercando la soluzione a questi rompicapi l'avete allenata nel migliore dei modi!

Preparerò altre sfide mentali con cui allenarsi!

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Rimaniamo connessi. Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

Cos'è una Valutazione Neuropsicologica per Problemi di Memoria, Attenzione e Concentrazione? Vai alla pagina dedicata

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