EDDIE THE EAGLE: LA STORIA VERA DI UN SOGNO IMPOSSIBILE - Recensione film

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)

"Eddie the eagle" è una commedia che ci fa sentire bene.
È un film ricco di messaggi positivi sul credere in se stessi, sul seguire i propri sogni, sul non arrendersi mai qualora si pensi di poter ottenere qualcosa, sul gioire dei risultati anche se non perfetti.

Michael Eddie Edwards - meglio conosciuto come Eddie The Eagle - è stato il primo saltatore di sci britannico alle Olimpiadi invernali di Calgary del 1988.

Il film racconta la storia vera di questo atleta che ha affrontato tante competizioni internazionali, che oggi ha una sessantina d'anni e che da bambino trascorse un anno in ospedale per un problema ortopedico.

Alcuni compagni lo canzonarono per il tutore al ginocchio, ma lui non lasciò che questo offuscasse la sua speranza di poter un giorno rappresentare la Gran Bretagna ai giochi olimpici.

Da ragazzo proverà a cimentarsi in tutti gli sport, senza mostrare però un particolare talento.

La madre continuerà ad incoraggiarlo; non importa quante battute d'arresto il figlio debba affrontare. Mentre il padre preferirebbe vederlo rinunciare.

Eddie scopre ad un certo punto che non esiste ancora una squadra britannica olimpionica nel salto con gli sci e quindi si presenta per la qualificazione.

Nonostante il Comitato Olimpico stesso tenti in tutti i modi di escluderlo e nonostante le prese in giro degli atleti degli altri Paesi che lo ritengono troppo in là con l'età per poter ancora migliorarsi, Eddie porta avanti tenacemente il proprio progetto.

Decide quindi di chiedere aiuto per la preparazione atletica a Bronson Peary, ex saltatore e campione, intento a sedare nell'alcol la consapevolezza di aver sprecato il proprio talento.

Eddie mette tanto impegno nell'allenamento, tanto coraggio nell'affrontare il trampolino e nulla riesce a smorzare il suo spirito, neanche le derisioni continue dei compagni o gli occhiali da vista che si appannano continuamente.

Si autofinanzia facendo tanti lavori faticosi e utilizza attrezzature di seconda mano, trovandosi ad indossare sei paia di calzettoni per poter calzare gli scarponi troppo grandi per lui.

Non gli importa vincere o arrivare ultimo; è felice nel momento in cui riesce a qualificarsi: sventola le braccia come le ali di un'aquila quando finalmente realizza il suo sogno e conquista con la sua pulita autenticità tutto il pubblico.

La fermezza che egli dimostra nel perseguire il suo sogno Olimpico può essere un importante esempio per tutti, a qualsiasi età.



Portare a termine un progetto richiede impegno, duro lavoro; a volte riusciremo ad atterrare sugli sci, a volte cadremo facendoci male, magari molto male.
Talvolta troveremo chi ci sostiene; altre volte verremo derisi e disprezzati dagli altri.

Ma se sapremo apportare cambiamenti al nostro progetto per renderlo il più possibile realistico e realizzabile, se sapremo rinunciare alla perfezione e puntare a ciò che veramente possiamo raggiungere, nel momento in cui otterremo l'obiettivo dopo tanto impegno e lavoro, quella soddisfazione sarà così grande da darci un senso in più per stare al mondo.

"Eddie the eagle" è un film che a mio parere, vale la pena vedere – a casa o a scuola – anche con i ragazzi dagli 11 anni in su.

Una volta visto il film, diventa interessante riflettere con gli adolescenti e i preadolescenti su come le persone si approfittino dell'apparente ingenuità di Eddie e di come i suoi valori alla fine trionfino.
È utile anche mettere in luce con loro le dinamiche che portano Bronson a rifugiarsi nell'alcolismo ed Eddie ad aiutarlo a smettere di bere.

L'attore Taron Egerton - celebre per "Kingsman" - trasmette perfettamente ciascuna emozione che il protagonista prova per ogni fallimento e per ogni trionfo.
La colonna sonora con canzoni anni '80, è da apprezzare.
Le scene di sky jumping sono emozionanti e bellissime da gustare per quanto concerne la fotografia.

La storia che il campione Eddie Edwards può raccontare è allora di ispirazione per tutti noi.

Guardando il film è impossibile non fare il tifo per lui.
Vincere o perdere quando arriva la competizione finale non ha più importanza: sai già che ha trovato un posto per se stesso nei libri di storia sulle Olimpiadi e questo è ciò che conta.

Il film ti intrattiene, ti illumina e ti lascia un sorriso sul viso; ti racconta una storia importante di una lotta dura e impegnativa, ma utilizzando una grande leggerezza che non può che motivarci ad affrontare le nostre paure e le nostre insicurezze.

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)


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LA POTENZA NELLA SEMPLICITA': un calendario per un anno più consapevole - Auguri!

Ho scelto una frase semplice ma potente di Frost...

Affinché questo Anno Nuovo appena iniziato ci porti la forza per affrontare le parti difficili del cammino, la speranza per guardare al futuro con fiducia e un pizzico di fortuna che serve sempre!

                     Grazie a tutti per il supporto a questo progetto divulgativo! 

                            Felice Anno Nuovo!

 
 
[Cliccare sul biglietto di auguri se si vuole scaricarlo in alta risoluzione.] 
 
Ps. Per tenere traccia di - e in tal modo valorizzare - tutti i piccoli e grandi cambiamenti personali che vi daranno benessere, 
potete scaricare e stampare il calendario annuale su una pagina che ho pensato per favorire una gestione più facile e a colpo d'occhio del tempo.
Lo trovate in 4 versioni e colori diversi (alta risoluzione).
Ecco l'immagine di uno di esempio (bassa risoluzione):
 

Buon Inizio! 🎇

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Run&Train FW22

CALENDARIO DEGLI ENIGMI PER LE FESTE!

Benvenuti al Calendario degli Enigmi delle Feste de L'Anticamera del Cervello! 🎄✨

Da oggi fino all'Epifania, vi sfiderò, in giorni a sorpresa, con un piccolo rompicapo. E lo aggiungerò qui sotto in questo post. Alcuni saranno più facili e altri più difficili.

Sarà un modo divertente per tenere allenati la mente e il cervello tra un brindisi e una fetta di panettone.

Riuscirete a risolverli tutti senza sbirciare la soluzione?

Come restare aggiornati (e ricevere gli "aiutini"):

    📲 Canale WhatsApp: È il posto giusto se siete bloccati! Lì pubblicherò un piccolo indizio extra per ogni enigma e vi avviserò non appena uscirà la nuova sfida. [vedi canale

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    🎥 Canale YouTube: Se preferite i contenuti video e i podcast, mi trovate lì con approfondimenti e curiosità. [vedi canale

Se vi piace l'idea, condividete questo calendario con amici o parenti: sfidarsi a distanza rende tutto più magico! Se poi i contenuti sono per voi interessanti, si può seguire canali e blog con un click. Nessuna notifica automatica. Se volete farci sapere se vi state divertendo, si può anche commentare qui sotto... ma non scrivete la soluzione eh!

Buon divertimento e... occhio al primo enigma qui sotto! 🕵️‍♂️ 

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1. 🚣​ 19 dicembre --->  L’attraversamento del fiume 

Due uomini si trovano sulla riva di un fiume. 

C’è solo una piccola barca a remi che può trasportare una sola persona alla volta. 

Non ci sono ponti, non si può nuotare e la barca non torna indietro da sola. 

Eppure, entrambi gli uomini riescono ad attraversare il fiume e proseguire il viaggio ognuno sulla sponda opposta. 

Come hanno fatto? 

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 1 - L’attraversamento del fiume - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica: 

Se avete indovinato: Avete un'eccellente flessibilità cognitiva. Siete riusciti a rompere lo schema mentale che imponeva ai protagonisti di muoversi nel modo più scontato, superando un bias di posizione.

Se non avete indovinato: Non preoccupatevi, il nostro cervello ama creare "storie" lineari. Il prossimo enigma vi aiuterà a sfidare queste abitudini mentali!

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2. 🌍​ 21 Dicembre –--> La corda intorno alla Terra

Immaginate di tendere una corda tutto intorno all'equatore della Terra (40.000 km). 

La corda è aderente al suolo. 

Se aggiungessimo solo 10 metri alla lunghezza totale della corda e la sollevassimo uniformemente, tra il suolo e la corda riuscirebbe a passare un gatto? 

A: No, spazio millimetrico; B: Solo un foglio di carta; C: Sì, passa comodamente.

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 2 - La corda intorno alla Terra - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Dimostrate una grande capacità di astrazione logica. Avete saputo isolare il ragionamento matematico dal contesto contro-intuitivo, non lasciandovi ingannare dalle proporzioni fisiche.

Se non avete indovinato: La nostra percezione spaziale è tarata sull'esperienza quotidiana, non sulle scale planetarie. È normale sentirsi spiazzati, ma la logica si allena!

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3. 🛷​​ 25 Dicembre –--> L’ordine della Slitta di Babbo Natale

Babbo Natale deve schierare 4 renne: Cometa, Fulmine, Donnola e Saltarello. 

Sappiamo che: 1. Donnola è l'ultima della fila. 2. Cometa è davanti a Fulmine. 3. Saltarello è tra Cometa e Fulmine. 

Qual è l'ordine esatto da sinistra a destra? Provate a ragionare a mente.

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 3 - L’ordine della Slitta di Babbo Natale - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Avete un'ottima pianificazione e memoria visuo-spaziale. Siete stati capaci di manipolare mentalmente diverse variabili contemporaneamente per trovare l'incastro corretto.

Se non avete indovinato: Gli enigmi sequenziali richiedono allenamento. La prossima sfida metterà in gioco un'area cerebrale completamente diversa! 

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4. 🏺​​​​ 28 Dicembre –--> Il mistero del vaso

Quattro fratelli, ma uno solo ha rotto il vaso: Aldo, Bruno, Carlo o Dino? 

Uno solo mente. 

Aldo: "Non è stato Carlo". Bruno: "È stato Dino". Carlo: "È stato Dino". Dino: "Non sono stato io". 

Chi è il colpevole?

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La soluzione al rompicapo n. 4 - Il mistero del vaso - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Eccellente ragionamento deduttivo e analisi delle contraddizioni. Avete elaborato le informazioni verbali come veri "investigatori della logica".

Se non avete indovinato: La logica proposizionale può essere un labirinto. Non arrendetevi, la vostra mente sta già imparando a riconoscere questi schemi!

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5. 🧹​​​​​ 6 gennaio –--> Il test della Befana

Tre scatole chiuse con etichette: "Dolci", "Carbone", "Misto". 

La Befana ha scambiato TUTTE le etichette: nessuna è corretta. 

Potete pescare un solo oggetto da una sola scatola senza guardare dentro. 

Da quale scatola pescate per capire il contenuto di tutte e tre?

🤯​ Chi è bloccato nel risolvere l'enigma, non si scoraggi ---> Sul canale whatsapp pubblicherò più tardi un indizio in più e in un momento successivo la soluzione! Intanto la mente è occupata mentre il cervello si allena... Giochiamo!

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La soluzione al rompicapo n. 5 - Il test della Befana - la trovate qui sotto nei commenti. 

Analisi Neuropsicologica:  

Se avete indovinato: Siete maestri del ragionamento ipotetico-deduttivo. Avete saputo gestire un sistema complesso di informazioni false per ricavare una verità assoluta. Un vero successo cognitivo!

Se non avete indovinato: Questo era il livello "Expert"! Il fatto che siate arrivati fin qui dimostra una grande curiosità e costanza, le basi di ogni crescita intellettiva.

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Spero che vi siate divertiti! 👏​

Non scoraggiatevi se la soluzione non è arrivata subito: ogni volta che provate a risolvere un enigma, state creando nuove connessioni neurali. La nostra mente è un 'muscolo' e cercando la soluzione a questi rompicapi l'avete allenata nel migliore dei modi!

Preparerò altre sfide mentali con cui allenarsi!

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Rimaniamo connessi. Grazie a chi vorrà condividere e seguire.  

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"UNO ROSSO" - IL DONO DELLA SCELTA - Recensione film

 

La sceneggiatura di "Uno rosso" (Red One) - nome in codice di Babbo Natale, il cui rapimento il giorno della vigilia natalizia innesca la narrazione - presenta gli elementi classici del cinema d'azione americano quali eroismo, lealtà fino al sacrificio personale, sarcasmo e lotta tra bene e male

La pellicola, che si presenta come una commedia ricca di scene d'azione con effetti speciali di sicuro impatto, introduce però, nell'apparente leggerezza, temi originali che meritano un'analisi più approfondita.

Uno dei dialoghi chiave, in cui un co-protagonista si giustifica per alcuni comportamenti illeciti adducendo le proprie difficoltà personali, trova una risposta lapidaria quanto significativa: "C'è sempre una scelta". 

Questa affermazione risuona con forza in una società, la nostra, che spesso tende a giustificare le azioni devianti attraverso la lente delle esperienze passate. Come psicoterapeuta, ho incontrato molte persone che, pur avendo vissuto traumi profondi, non hanno mai usato il proprio dolore come alibi per comportamenti inaccettabili. 

Il film ci ricorda che, nonostante le avversità, la responsabilità delle proprie azioni rimane un cardine fondamentale. 

Questo contrasta con la tendenza attuale, ad esempio, di alcuni, a giustificare comportamenti criminali o devianti di artisti o pseudo-tali, riferendosi a presunte passate difficoltà socio-economiche. Il film, quindi, si pone come un monito: c'è sempre una possibilità di scelta, di agire diversamente.

Un altro aspetto interessante è la figura di Babbo Natale: un anziano che si rivela la figura più potente, anche grazie all'allenamento fisico ed al supporto delle sue magiche renne. Questo ribalta lo stereotipo dell'anziano fragile e dipendente, sottolineando come l'esperienza e la saggezza possano rappresentare una forza straordinaria... così invidiata da essere rubata per farla propria.

Il personaggio della "cattiva" (Grýla, talvolta orco e talvolta strega, appartenente al mito islandese) offre uno spunto di riflessione particolarmente stimolante. 

Il suo intento di punire chi si è comportato male, seppur con metodi discutibili, solleva una questione cruciale: il desiderio di giustizia personale. Se da un lato la sua motivazione può apparire comprensibile, dall'altro il film evidenzia il pericolo di una giustizia fai-da-te, che rischia di equiparare errori di diversa gravità: da una multa non pagata al crimine dell'omicidio. 

"Uno rosso" ci conduce dunque a riflettere sull'importanza di un sistema giudiziario imparziale, che operi secondo leggi uguali per tutti, un modello di oggettività a cui tendere. 

Anche Babbo Natale, con la sua lista di buoni e cattivi, pur scegliendo di non punire direttamente i secondi, tiene traccia delle loro azioni, suggerendo una forma di "contabilità" morale.

La colonna sonora, con l'immancabile Mariah Carey a chiudere il film, riporta un’atmosfera di gioia e speranza. Le interpretazioni di JK Simmons e Lucy Liu, con il loro carisma, riempiono lo schermo, come spesso accade nelle loro performance attoriali.

Secondo la Warner Bros., il film è adatto a partire dai 6 anni di età, con la precisazione che ci sono diverse scene di violenza. Pertanto, si raccomanda la supervisione di un adulto, soprattutto per i bambini più piccoli e una valutazione del grado di sensibilità del singolo spettatore rispetto a questo tipo di contenuti.

Da un punto di vista psicologico, la visione può essere particolarmente utile per: - adulti, offrendo una riflessione sul sistema di giustizia, sul desiderio di vendetta e sulla necessità di un approccio equilibrato tra punizione e comprensione e anche una prospettiva positiva sull'invecchiamento e sul valore dell'esperienza; - adolescenti, stimolando riflessioni importanti sulla responsabilità personale e le scelte, in un'età in cui la ricerca dell'identità e la definizione dei propri valori sono centrali; - bambini (con supervisione di un adulto), offrendo spunti di discussione su temi come il bene e il male, le conseguenze delle proprie azioni e l'importanza di fare scelte giuste; - chiunque ami i film d'azione americani e quelli natalizi e sia interessato a riflettere sui dilemmi morali, grazie al tema centrale della "scelta" e delle sue conseguenze.

In conclusione, "Uno rosso" non è solo un film natalizio di intrattenimento. 

Attraverso una lente psicologica, emerge un’opera che invita a riflettere sulla responsabilità individuale, sulla complessità dell'animo umano e sull'importanza di un sistema di giustizia equo, offrendo spunti di discussione significativi per il nostro tempo. 

Il tutto arricchito da una confezione accattivante, tipicamente made in Usa, che mescola sapientemente commedia, azione e fantasy.

E anche per quest'anno il Natale di Santa Claus (per gli amici Nick), della signora Claus, dei folletti, delle renne e... della Mythological Oversight and Restoration Authority (Autorità di vigilanza e restauro mitologico) - che garantisce che nulla disturbi l'equilibrio tra la dimensione umana e quella dei miti - è salvo! 

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IL BURNOUT (O STRESS CRONICO SUL LAVORO) MODIFICA IL CERVELLO?


 
Se pensate che ci si possa sottoporre ad uno stress continuativo e a lungo termine nell’ambiente lavorativo senza riportare conseguenze, ripensateci. 

Un'interessante ricerca scientifica mette in luce infatti alcune gravi conseguenze neurologiche del burnout, ossia dello stato di stress cronico sviluppato in ambito lavorativo che porta ad esaurimento dell’energia mentale e a sentimenti di inefficacia

Secondo lo studio, condotto da Armita Golkar, Ph.D. (Dottorato di Ricerca) presso il Karolinska Institute di Svezia e citato dalla Association for Psychological Science, il burnout modifica i circuiti neurali nel cervello e compromette la capacità delle persone di far fronte alle situazioni stressanti.

In altre parole, si tratta di un circolo vizioso: più stressati si è, più è difficile affrontare nuovi fattori di stress in futuro. 

Per lo studio, i ricercatori hanno reclutato 40 partecipanti con sintomi di burnout diagnosticati. Tutti i soggetti hanno attribuito la loro condizione ad un prolungato stress lavoro-correlato: essi infatti avevano lavorato dalle 60 alle 70 ore a settimana continuativamente e nel corso di diversi anni. 

I ricercatori hanno anche reclutato 70 partecipanti sani che non avevano mai sofferto di stress cronico per fungere da gruppo di controllo. 

Tutti i soggetti hanno eseguito un compito di regolazione emozionale: hanno guardato delle immagini neutre e delle immagini negative ed è stato chiesto loro di sopprimere o intensificare o mantenere la propria risposta emotiva

Mentre i partecipanti stavano guardando le foto, gli sperimentatori hanno prodotto un suono inaspettato e forte e misurato la reazione dei soggetti allo stimolo attraverso degli elettrodi posti sulle guance. 

I risultati hanno mostrato che gli individui che soffrivano di burnout avevano avuto più difficoltà a sopprimere le loro reazioni al suono forte. In altre parole, le persone già stressate hanno maggiori difficoltà ad affrontare nuovi fattori di stress

I ricercatori hanno anche effettuato la scansione del cervello dei partecipanti mentre erano seduti in silenzio ed hanno scoperto che l'amigdala, una parte dell’encefalo associata con la paura e l'aggressività, era più grande tra i soggetti del gruppo di burnout. I partecipanti più stressati mostravano anche forti connessioni tra l’amigdala e le aree del cervello collegate allo stress emotivo.

Per quanto concerne il motivo per cui le persone con burnout avevano maggiori difficoltà a regolare le loro emozioni, le scansioni del cervello hanno rivelato che avevano connessioni più deboli tra l'amigdala e la corteccia prefrontale mediale, una zona del cervello associata con le funzioni esecutive, vale a dire con le funzioni cerebrali deputate al controllo e alla pianificazione del comportamento

Questi risultati hanno implicazioni significative per il benessere dei lavoratori con burnout. I ricercatori affermano infatti che la difficoltà a sopprimere le emozioni negative potrebbe renderli più vulnerabili ai sintomi della depressione

Fortunatamente, esistono dei metodi per gestire lo stress professionale prima che questo crei problemi più gravi. L’esperta di stress Kathleen Hall promuove per esempio negli Stati Uniti il sistema ACE (acronimo di Awareness-Choice-Experience; in italiano: Consapevolezza-Scelta-Esperienza), un programma terapeutico che comporta la presa di consapevolezza dei propri attivatori di stress, la scelta di uno di questi al fine di intervenire e alleviare la tensione e quindi lo sperimentare la cura di sé.  

Questo è solo uno dei diversi programmi che hanno origine dai risultati scientifici e che sono strutturati in un corso individuale o di gruppo che il lavoratore può seguire come intervento di cura o di prevenzione del burnout, attraverso la guida di uno Psicologo esperto in tecniche di gestione dello stress. 

Hall suggerisce inoltre al lavoratore a rischio di burnout di parlare con il proprio supervisore in merito alla questione, poiché la maggior parte dei responsabili di risorse umane è ormai ben consapevole che lo stress lavoro-correlato può compromettere le prestazioni dell’intera azienda nel lungo periodo e conseguentemente è disponibile ad individuare soluzioni per contenerlo. 


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Per saperne di più…
http://ki.se/start   / 
http://journals.plos.org/plosone/

Golkar, A., Johansson, E., Kasahara, M., Osika, W., Perski, A., & Savic, I. (2014). The influence of work-related chronic stress on the regulation of emotion and on functional connectivity in the brain. PloS one, 9(9), e104550.

#Burnout #StressLavoroCorrelato #Psicologia #Neuroscienze #BenessereMentale #SaluteMentale #GestioneDelloStress #Cervello #Mindset #SaluteSulLavoro #MentalHealthAwareness #Lavoro #EquilibrioLavoroVita #CrescitaPersonale #PsicologiaDelLavoro #Neuroscienza #Ansia #Depressione #Stress #SelfCare #MentalWellness #PsicologiaItaliana #BenesserePsicologico #LavoroInItalia

LA LIBERTA' E' COME L'ARIA... - BUON 25 APRILE!


"La libertà è come l'aria: 
                         ci si accorge di quanto vale 
                                                         quando comincia a mancare".

Pietro Calamandrei

💚💓  Fiera di esser Italiana, amo il mio Paese, tra i più belli al mondo.
Detesto il disinteresse di tanti Italiani. Detesto come la maggior parte dei politici continui a permettere che le associazioni a delinquere e le lobby che seguono il denaro come un dio, rovinino il nostro Paese e le sue bellezze naturali ed artistiche.
Ringrazio chi, mettendo in gioco la propria vita, ci ha dato la possibilità oggi di vivere in una Repubblica.

[Cliccare sull'immagine per vederla in alta risoluzione.]

Parole importanti in questa targa... che credo la mia generazione abbia mancato di ricordare abbastanza ai ragazzi di oggi... come avevano fatto i nonni con noi.

E concludo riportando le commoventi parole di un paio di lettere, scritte da chi, combattendo per la nostra libertà come Partigiano nella Resistenza, non ha potuto invecchiare.

[Cliccare sull'immagine per vederla in alta risoluzione.]
 
[Cliccare sull'immagine per vederla in alta risoluzione.]
 
Grazie Giovanni, grazie Fabrizio e grazie a tutti quelli nelle nostre famiglie - compresa la mia - uomini e donne - che si sono sacrificati per permettere a noi di crescere come cittadini a cui la libertà personale è riconosciuta come inviolabile (art. 13, Costituzione della Repubblica Italiana).

🇮🇹 Buona Festa della Liberazione a tutti!!! 🇮🇹

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Fonte lettera 1; fonte lettera 2

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BACK TO BOOK

RAGAZZE SOPRAVVISSUTE ALLA PERSECUZIONE NAZISTA - 3 biografie di speranza

(cliccare qui per ascoltare questo episodio podcast su youtube)

Tre letture che consiglio ad adulti e ragazzi, dai 14 anni fino a tarda età, per comprendere come possa cambiare la vita - a cui siamo abituati e che spesso diamo per scontata - in un istante; e per rendersi conto di ciò che si prova a subire violenze da cui non ci si può difendere

Biografie che raccontano storie vere di chi non si è arreso, attraverso le quali si può attingere ad energie nuove, soprattutto quando si è particolarmente giù di morale o con un tono dell'umore depresso.

Letture adatte anche ai lettori tra gli 11 e i 13 anni, se condivise con un adulto, per potenziare le capacità empatiche.

Di notte sognavo la pace di Carry Ulreich


La storia vera di una ragazzina - Carry - che a soli 15 anni dovrà subire tutte quelle restrizioni imposte con violenza dal nazismo agli ebrei negli anni '40 in Olanda: la requisizione delle biciclette e delle radio, l'indicazione degli orari in cui poter uscire di casa, l'apposizione della stella di David sugli abiti.

Come successe alla coetanea Anna Frank, anche per Carry e per la sua famiglia arrivò la salvezza da parte di alcuni amici che li ospitarono, nascondendoli dalle retate naziste per la deportazione nei campi di concentramento.

Lei però - a differenza di Anna - ebbe un lieto fine e oggi possiamo leggere il suo diario di guerra sapendo che riuscì a salvarsi dallo sterminio.

Nonostante le difficoltà, il diario di Carry è dunque una testimonianza di speranza e resilienza umana, mostrando come le persone possano mantenere la loro umanità e speranza anche nelle circostanze più difficili.

Una donna può tutto di Ritanna Armeni

Il libro offre storie ispiratrici di donne che hanno sfidato le convenzioni sociali e i pregiudizi di genere per diventare eroine di guerra, mettendo in luce il loro spirito indomabile.

È la storia delle cosiddette "streghe della notte" che negli anni '40 pilotarono biplani - fragili ma agili - contro le truppe dello spaventoso Terzo Reich. 

Si trattava di donne soldato sovietiche, aviatori che con estremo coraggio, combatterono dal cielo durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Affrontarono sul campo di battaglia la dittatura nazista, ma anche i pregiudizi dei compagni maschi che non credevano nelle loro capacità; alla ricerca di un riscatto che potesse condurre alla vera parità di genere.

6 campi. Sopravvissuta a Terezín, Auschwitz, Kurzbach, Gross-Rosen, Mauthausen e Bergen-Belsen di Zdenka Fantlová


A 95 anni Zdenka scrive questo libro: la storia vera della sua vita da quando aveva 17 anni ed è stata deportata in campo di concentramento. 

Cittadina della Boemia - oggi Repubblica Ceca - questa ragazzina più precisamente si ritrova negli anni '40 a fare il macabro tour dei campi di concentramento

Deportata prima a Terezin verrà poi trasferita ad Auschwitz; sarà spostata a Kurzbach e poi al campo Gross-Rosen passando successivamente per Mauthausen e infine rimanendo prigioniera a Bergen-Belsen fino alla Liberazione da parte degli inglesi.

Il fatto che si sia salvata ha qualcosa di miracoloso; purtroppo unica sopravvissuta della sua famiglia. Questo libro è la sua testimonianza

Il libro fornisce un resoconto personale e diretto di un periodo storico drammatico, mettendo in luce le emozioni e le esperienze individuali che spesso vengono trascurate nelle narrazioni storiche più generali.

In sintesi, leggere questi tre libri - o anche solo uno - può offrire una comprensione più profonda di diverse esperienze umane, storiche e sociali, arricchendo il lettore con storie di coraggio, resilienza e speranza.

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Immagine di Vika_Glitter

TEA 1+1

NIENTE DA SALVARE? - Auguri pasquali!

Questa mia cartolina per fare arrivare a tutti i lettori i miei più sentiti Auguri!
Con la speranza che ad ogni essere umano importi riscoprire la propria sensibilità.

La citazione è tratta da "Se niente importa. Eating Animals", un saggio che ho letto, dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer. Una lettura che consiglio a tutti.
Buone giornate di Festa!

 🐣🐤🐥🌸🐇

Ed ora, libero sfogo alla creatività...

potete creare il vostro cesto pasquale che i grandi potranno utilizzare per confezionare un regalo in modo unico e originale e ai piccoli sarà indispensabile per la ricerca e raccolta delle preziose uova!


Qui potete scaricare il template del cesto pasquale da stampare su cartoncino o da stampare su carta e incollare su cartoncino o da ricopiare su un foglio. Buon divertimento!

[Cliccare sulla cartolina di auguri se si vuole scaricarla in alta risoluzione.] 

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IL SILENZIO DEGLI AGNELLI


So che la maggior parte di voi lettori non sarà d'accordo con alcune delle mie affermazioni che seguono, ma come in tutto ciò che scrivo, la mia è solo una proposta di riflessione, basata in questo caso sull'osservazione etologica del mondo naturale

L'Italia ha un primato di cui, a mio parere, non essere fieri: è il primo Paese importatore di agnelli in Europa. E purtroppo in occasione della Pasqua, alcuni agnelli trasportati non hanno nemmeno 4 settimane di vita. 
Questi cuccioli non ancora svezzati vengono caricati su camion affollati dove non riescono nemmeno a bere e a mangiare. Molti muoiono durante il trasporto. Gli altri, in queste condizioni terribili viaggiano anche per alcuni giorni prima di raggiungere la loro destinazione finale, il macello (due milioni e 700 mila all'anno).

Due settimane fa, attraversando la campagna in auto, ho visto un agnello pezzato che correva in un campo. In pochi secondi è stato circondato dai cani e l'allevatore l'ha sollevato per una zampa e trascinato fino al furgone. 
Il cucciolo non era certo tenuto dolcemente come quello tra le braccia di questa bellissima bambina nepalese della foto, ma era talmente terrorizzato da restare immobile e muto. Anch'io mi sono sentita sopraffatta dall'impotenza.

Mi è tornato in mente il film ''Il Silenzio degli Innocenti'' (che ha vinto 5 premi Oscar, ispirato al libro di Thomas Harris) e in particolare il dialogo tra i due co-protagonisti Hannibal Lecter - pluriomicida, ex Psichiatra e Criminologo - e Clarice Starling - giovane detective dell'Fbi con laurea in Psicologia e Criminologia - (interpretati magistralmente da Anthony Hopkins e Jodie Foster) che ha dato il titolo al film e in cui lei racconta di un proprio trauma infantile. Infatti non tutti sanno che il titolo originale è ''The Silence of the Lambs'' (il termine agnelli è stato tradotto con innocenti; si racconta per evitare riferimenti a chi lo portava come cognome).

- Poi qualcosa ti ha svegliato, vero? Era un sogno? Che cos'era?
- Ho sentito uno strano rumore.
- Cos'era?
- Era... un grido. Una specie di grido come la voce di un bambino.
- E che hai fatto?
- Sono andata... di sotto, fuori... Mi sono avvicinata furtivamente alla stalla. Avevo tanta paura a guardare dentro, ma dovevo!
- E che hai visto, Clarice? Che hai visto?
- Gli agnelli. Stavano urlando.
- Stavano macellando gli agnellini?
- Urlavano come pazzi.
- E sei corsa via?
- No. Prima ho tentato di liberarli. Ho aperto il cancello del loro recinto, ma non scappavano, rimanevano lì... confusi, e non scappavano.
- Ma tu potevi e l'hai fatto, vero?
- Sì. Ne presi uno e corsi via il più velocemente possibile.
- Dove volevi andare, Clarice?
- Non lo so, non avevo... non avevo cibo, né acqua, e faceva molto freddo, molto freddo. Pensavo... che potevo salvarne almeno uno, ma... era pesante. Pesante. Riuscii a fare solo qualche miglio, lo sceriffo mi trovò subito. Il proprietario era così in collera che mi mandò a vivere all'orfanotrofio luterano a Bozeman. Non vidi mai più il ranch.
- Che ne è stato del tuo agnello, Clarice?
- Lo uccisero.
- Ti svegli ancora qualche volta, vero? Ti svegli al buio e senti il grido di quegli innocenti.
- Sì.



In Italia gli agnelli e i capretti e anche altri animali di allevamento, vengono storditi da una scarica elettrica - che non toglie loro la capacità di provare dolore (come alcuni vorrebbero affermare), ma semplicemente li immobilizza affinchè vengano più facilmente appesi a testa in giù e sgozzati, in attesa che tutto il sangue defluisca. 
Questa pratica di macellazione è applicata tutto l'anno su milioni di animali e davanti agli occhi di chi, separato dalla propria madre, aspetta emettendo versi di terrore, il proprio turno.
Nel mondo naturale, il predatore uccide la preda più in fretta possibile per poi cibarsene... non resta a guardarla morire dissanguata... per questo ritengo che questa sia un'aberrazione contro-natura

L'agnello, il capretto e il vitello sono mangiati con gusto tutto l'anno e non può che essere un'abitudine malsana perchè in natura i predatori non si nutrono dei cuccioli delle prede. Questo avviene solo raramente quando il cucciolo è malato e debole. 
Non si tratta secondo me di una tradizione, ma di una cattiva abitudine diffusasi negli ultimi decenni... specchio di una società che volendo essere opulenta, sacrifica ciò che ha di più prezioso, i propri cuccioli

Questo della foto qui a sinistra invece è lo sguardo sereno che dovrebbero avere sempre agnelli e capretti... quello che ogni cucciolo si merita... protetto dalle mani di chi è più grande e più forte di lui.

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Link a Ciwf Italia che si batte contro gli allevamenti intensivi
Link a un menù di Pasqua alternativo promosso dalla Lav
Link a due petizioni attive: prima e seconda
Link al menù vegan di Lndc Animal Protection
Link a regalini di cioccolato solidali su Enpa shop

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