Mi è tornato in mente il film ''Il Silenzio degli Innocenti'' (che ha vinto 5 premi Oscar, ispirato al libro di Thomas Harris) e in particolare il dialogo tra i due co-protagonisti Hannibal Lecter - pluriomicida, ex Psichiatra e Criminologo - e Clarice Starling - giovane detective dell'Fbi con laurea in Psicologia e Criminologia - (interpretati magistralmente da Anthony Hopkins e Jodie Foster) che ha dato il titolo al film e in cui lei racconta di un proprio trauma infantile. Infatti non tutti sanno che il titolo originale è ''The Silence of the Lambs'' (il termine agnelli
è stato tradotto con innocenti; si racconta per evitare riferimenti a
chi lo portava come cognome).- Ho sentito uno strano rumore.
- Cos'era?
- Era... un grido. Una specie di grido come la voce di un bambino.
- E che hai fatto?
- Sono andata... di sotto, fuori... Mi sono avvicinata furtivamente alla stalla. Avevo tanta paura a guardare dentro, ma dovevo!
- E che hai visto, Clarice? Che hai visto?
- Gli agnelli. Stavano urlando.
- Stavano macellando gli agnellini?
- Urlavano come pazzi.
- E sei corsa via?
- No. Prima ho tentato di liberarli. Ho aperto il cancello del loro recinto, ma non scappavano, rimanevano lì... confusi, e non scappavano.
- Ma tu potevi e l'hai fatto, vero?
- Sì. Ne presi uno e corsi via il più velocemente possibile.
- Dove volevi andare, Clarice?
- Non lo so, non avevo... non avevo cibo, né acqua, e faceva molto freddo, molto freddo. Pensavo... che potevo salvarne almeno uno, ma... era pesante. Pesante. Riuscii a fare solo qualche miglio, lo sceriffo mi trovò subito. Il proprietario era così in collera che mi mandò a vivere all'orfanotrofio luterano a Bozeman. Non vidi mai più il ranch.
- Che ne è stato del tuo agnello, Clarice?
- Lo uccisero.
- Ti svegli ancora qualche volta, vero? Ti svegli al buio e senti il grido di quegli innocenti.
- Sì.
L'agnello, il capretto e il vitello sono mangiati con gusto tutto l'anno e non può che essere un'abitudine malsana perchè in natura i predatori non si nutrono dei cuccioli delle prede. Questo avviene solo raramente quando il cucciolo è malato e debole. Link a una petizione attiva: prima
Link a regali di cioccolato solidali su Enpa shop
“Un cucciolo di cane e un agnello condividono la stessa età, la stessa capacità di provare emozioni e soprattutto la stessa voglia di vivere. Non esistono animali “da amare” e animali “da mangiare”, è una distinzione che non ha basi scientifiche, biologiche o morali, ma solo culturali. E proprio per questo può e deve essere cambiata. Ovviamente, noi invitiamo a riflettere anche su quello che accade a tutti gli altri animali d’allevamento che soffrono allo stesso modo, ma eliminare l’agnello dalle tavole pasquali sarebbe già il primo passo verso un’alimentazione etica”.
M.Comparotto, Presidente OIPA Italia
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Grazie a chi vorrà condividere.
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2 commenti:
Io non sono vegetariano, ma ho rispetto per gli animali.
Quello che hai scritto tu nell'articolo lo condivido.
Vorrei più che altro che un ente facesse controlli per evitare maltrattamenti prima che l'animale venisse macellato e sopratutto, controllasse che venga macellato riducendo al minimo la sofferenza dell'animale.
Tante persone non hanno rispetto per gli animali, ma tanti vegani non hanno rispetto di chi vuole mangiare carne.
Io sono vegetariana da sempre - anche se finchè sono stata minorenne sono stata obbligata a mangiar carne per quelli che si pensava fossero motivi a tutela della salute - e ultimamente, dopo aver approfondito la letteratura scientifica in merito, ho anche ridotto di molto il consumo di latticini.
Quando mangiavo fuori, essendo l'unica vegetariana, era sempre un problema per amici e parenti. I menù piemontesi infatti hanno sempre incluso carne e pesce in tutte le portate.
Così, pur difendendo le mie convinzioni, ho esercitato nel tempo il rispetto per chi fa scelte culinarie diverse dalle mie, anche in famiglia.
E credo da sempre che, se vogliamo migliorare il rapporto uomo-animali, non possiamo pretendere che tutti diventino vegani.
Un obiettivo raggiungibile e condivisibile da una maggioranza invece credo che sia proprio il benessere degli animali da allevamento.
Siamo molto molto lontani ormai da quando in campagna, persone come mia nonna, allevavano libere di razzolare nei prati le galline per le uova ed erano esperte di come tirare loro il collo, creando una morte istantanea per poi cucinarle per il giorno di festa.
Ora gli animali negli allevamenti intensivi - miliardi di animali all'anno in Europa - crescono e muoiono senza vedere un raggio di sole o un filo d'erba, in spazi angusti, pieni di antibiotici per prevenire malattie e lo spandimento dei loro liquami su terreni agricoli limitati, crea pm10 nell'aria e spesso anche l'inquinamento delle falde acquifere. I controlli sono previsti dalla legge, ma purtroppo in termini di numeri sono pochi e spesso si trova il modo per occultare le infrazioni.
Sono convinta che a questi temi la maggioranza di noi sia sensibile, per la salute degli animali e per la nostra salute. Come ci ha insegnato anche il coronavirus.
Comprare biologico può già essere un contributo importante perchè sappiamo che sono i consumatori che fanno il mercato.
Se ti va di dare un'occhiata, un'associazione onlus che combatte da tempo in specifico per il benessere degli animali da allevamento, è Ciwf (https://www.ciwfonlus.it/). E' un'associazione internazionale, in Italia ancora poco conosciuta, ma molto attiva.
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